Adidas pensa alla cessione di Reebok. Secondo la stampa tedesca operazione entro marzo 2021

Adidas sta valutando una possibile vendita del proprio marchio di articoli sportivi Reebok International. A segnalarlo la rivista tedesca Manager Magazin, precisando che la vendita dovrebbe essere conclusa entro marzo 2021.

Secondo l’indiscrezione, il colosso dell’abbigliamento sportivo tedesco dovrebbe decidere sul da farsi nelle prossime settimane, con un processo di revisione interna, al momento in fase iniziale.
Tra le parti interessate alla vendita del marchio vi sarebbero Vf Corp., proprietaria dei marchi Timberland e North Face, e la cinese Anta International Group.

Kasper Rorsted (Foto Ansa – EPA/CHRISTIAN BRUNA)

Fin da quando ha assunto la carica di amministratore delegato di Adidas nel 2016, Kasper Rorsted ha cercato ripetutamente di mettere a tacere le voci sul tentativo di cessione del brand di articoli sportivi, chiudendo i negozi meno performanti, lasciando scadere alcuni accordi di licenza e tagliando significativamente i costi.

Reebok è finalmente tornato in utile all’inizio del 2019. Poi però è arrivata la pandemia di coronavirus che ha avuto un impatto disastroso sul marchio, portandolo a registrare un crollo del fatturato del 42% nel corso del secondo trimestre.

Acquistato da Adidas nel 2006 per 3,8 miliardi di dollari, Reebok negli ultimi anni non ha attraversato momenti facili. Dal 2016, l’ad di Adidas nel 2016, Kasper Rorsted, ha cercato ripetutamente di mettere a tacere le voci sul tentativo di cessione del brand, chiudendo i negozi meno performanti, lasciando scadere alcuni accordi di licenza e tagliando significativamente i costi. Tornato in utile all’inizio del 2019, Reebok ha subito un duro contraccolpo dalla pandemia di coronavirus, con un crollo del fatturato del 42% nel corso del secondo trimestre.

Nessun dettaglio sul possibile prezzo di vendita, ma secondo il media tedesco, se è vero che Rorsted aveva sperato di poter incassare almeno 2 miliardi di euro dalla cessione prima della pandemia, adesso è probabile che il ceo si accontenterebbe anche di una cifra inferiore.

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