Le Big tech Usa investono una valanga di dollari in attività di lobbying. Ecco quanto spendono per esercitare influenza

Nel terzo trimestre Google ha aumentato le spese per le attività di lobbying, mentre Facebook ha investito in questo ambito molto più delle altre big Tech. Nello specifico, si legge sul sito della Cnbc, Google ha speso più di 1,9 milioni di dollari, in aumento del 14,2% rispetto allo stesso periodo del 2019. Per Facebook la spesa si è attestata a 4,9 milioni di dollari, +1,5% sul trimestre precedente. Per quanto riguarda gli altri colossi tech, tra luglio e settembre Amazon avrebbe speso 4,4 milioni di dollari (+0,7%), Apple 1,6 milioni (+5,4%), Microsoft 1,9 milioni. Il colosso di Redmond, in controtendenza, avrebbe ridotto le sue spese del 35,4%.

Mettendo insieme i numeri di tutte e 5 le società, le spese per lobbying si sono attestate a 14,7 milioni di dollari, in linea con i trimestri precedenti (-0,04%). Tra i temi su cui hanno cercato di fare più pressione le compagnie tech, spicca quello degli standard di crittografia.

Tim Cook, Sundar Pichai, Mark Zuckerberg, Jeff Bezos (foto Ansa)

Da segnalare, evidenzia il sito, è il fatto che tutti i colossi che sono stati – chi più, chi meno – attaccati dalla politica, con convocazioni al Congresso o, più direttamente, con azioni antitrust (come recentemente successo a Google), hanno aumentato tutte le spese in questo genere di relazioni.
Eccezione Microsoft, che negli ultimi anni è riuscito a evitare gran parte del fuoco politico cui sono state sottoposte la altre aziende.

A confermare il teorema che maggiori pressioni politiche vengano affrontate con investimenti più alti in lobbying, ci sono le spese di ByteDance. La holding cinese, finita nell’occhio del ciclone con la sua app TikTok per le accuse di violazione sulla sicurezza dei dati degli utenti, ha fatto crescere le spese del 46% rispetto ai 739mila dollari investiti nei 3 mesi precedenti.

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