Alle imprese fa bene il ‘Debate’: in arrivo un corso per imparare a gestire il confronto

Chissà che possa servire anche ad aiutare le scuole e a riaprire il dibattito in questo difficile periodo. E’ ‘Debate’, corso che insegna a gestire il confronto attraverso una serie di competizioni .

Nei Paesi anglosassoni il ‘debate’ è una pratica ormai diffusa, con competizioni organizzate anche a livello nazionale. In Italia, è più un momento ludico, come nel caso dei ‘ring’ teatrali in cui attori si confrontano su temi proposti al momento; oppure, è un’occasione per i liceali più bravi di sfidarsi in competenze di matematica o di latino.

Adesso invece ‘Debate’ diventa un “metodo di approfondimento di temi di cultura d’impresa”, come dice  Manuele De Conti, presidente della Società Nazionale Debate Italia. E aggiunge: “La nostra missione è sempre stata promuovere la metodologia del dibattito come pratica didattica e come contributo alla crescita della consapevolezza di cittadinanza”.

Frutto della collaborazione di numerosi organizzatori (Liuc – Università Cattaneo, Museimpresa, Fondazione Dalmine, Archivio del Cinema Industriale e della comunicazione d’impresa, Società nazionale Debate Italia e Fondazione Giuseppe Merlini), il corso consiste in un confronto in cui due squadre (composte ciascuna da due o tre studenti) sostengono e controbattono un’affermazione o un argomento dato dall’insegnante, ponendosi in un campo (pro) o nell’altro (contro).

Il tutto si svolgerà interamente online, sia attraverso contenuti da consultare sia con confronti live tra i partecipanti e i formatori, sfruttando la piattaforma informatica per la didattica a distanza messa a disposizione dalla Liuc.

Le iscrizioni sono aperte fino al 30 ottobre, e le lezioni – completamente gratuite – inizieranno il 17 novembre, parallelamente alla XIX edizione della Settimana della cultura d’impresa (5-20 novembre) per concludersi l’11 gennaio. Con la possibilità di accedere alla selezione per il Torneo nazionale Debate e cultura d’impresa che sarà disputato dalla metà di gennaio a fine marzo 2021.

Le iscrizioni raccolte finora arrivano da un centinaio di istituti in tutta Italia, da Catania fino a Treviso passando per Bari, Napoli e Roma.

Antonio Calabrò

Antonio Calabrò

 

Osserva Antonio Calabrò, presidente di Museimpresa: “Il patrimonio culturale e imprenditoriale del nostro Paese trova nuova linfa nel sempre più attivo e sinergico rapporto tra educazione scolastica, formazione delle nuove generazioni e lavoro. I processi di istruzione e formazione qualificano appunto quel capitale umano senza il quale non ci saranno né crescita economica né buoni equilibri sociali. Per comprendere come evolverà la società nel prossimo futuro e individuare quali saranno le trasformazioni economiche e imprenditoriali cui andremo incontro, è vitale che le nostre imprese si dimostrino sempre più aperte ai giovani”.

Giovani che – secondo Manuel Tonolini di Fondazione Dalmine – imparano così “a familiarizzare con un tipo di discussione ordinata, matura, che porta allo sviluppo di competenze critico-riflessive e civiche, stimolando lo studio e l’apprendimento di nuovi concetti attraverso la modalità del gioco e della sfida, intesi non solo nell’accezione ricreativa dei termini ma soprattutto dal punto di vista formativo”.

 

 

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