Ricavi tlc e media -7,1% nel primo semestre. Agcom: editoria settore più colpito (-19%); tv (-11%); tiene l’adv online

Nel primo semestre dell’anno la flessione dei ricavi nei mercati di riferimento dell’Agcom è risultata meno accentuata rispetto a quanto osservato per il complessivo quadro macroeconomico del Paese. Lo certifica l’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni negli approfondimenti effettuati sull’impatto economico della pandemia sui comparti regolati, specificanco che, mentre il prodotto interno lordo italiano nei primi sei mesi dell’anno è diminuito del 10,6%, i ricavi complessivi dell’ecosistema rappresentato da comunicazioni elettroniche, radiotelevisione, editoria, internet e servizi postali si stima abbia subito una flessione del 7,1%.

Editoria, radiotv e pubblicità – Nel comparto dei media, il secondo trimestre dell’anno, a seguito in particolare della forte flessione delle risorse pubblicitarie, registra risultati considerevolmente peggiori rispetto ai dati dei precedenti tre mesi (-16,8 vs -3%) ed evidenzia nel complesso una flessione del 10,1% rispetto al primo semestre dello scorso anno.

(elaborazione Agcom)

Guardando ai singoli mercati, i risultati sono notevolmente differenziati: il settore che maggiormente soffre è quello dell’editoria quotidiana e periodica, in cui si osserva una flessione degli introiti del 19%, mentre quello radiotelevisivo scende del 10,7%, dato che sarebbe stato considerevolmente peggiore senza il considerevole aumento degli introiti dei contenuti in streaming. Unico segmento in crescita nel comparto è quello della pubblicità online (+1,9%), grazie principalmente ai risultati dalle piattaforme (+6,7%).

(elaborazione Agcom)

Tlc – Nel settore delle telecomunicazioni, la flessione dei ricavi, che in media è stata pari al 5,7%, è risultata relativamente più intensa per la rete fissa (-6,5%) rispetto a quella mobile (-4,7%). Anche se i mesi estivi hanno prodotto un’attenuazione nei consumi rispetto ai primi mesi dell’anno – si spiega nella nota dell’Agcom -, purtuttavia la più intensa fruizione domestica di contenuti video in streaming, il telelavoro e la didattica a distanza hanno prodotto, nei primi nove mesi dell’anno, una forte crescita del traffico, aumentato giornalmente del 44,4% nella rete fissa e del 56,4% in quella mobile.

(elaborazione Agcom)

Relativamente ai consumi unitari, si stima che nei primi nove mesi dell’anno il traffico per linea broadband nella rete fissa abbia raggiunto i 5,77 GB giornalieri, con una crescita del 40,2% rispetto al corrispondente valore del 2019: nella rete mobile il traffico dati giornaliero per sim “human” (ovvero escludendo le M2M) è valutabile in circa 0,27 GB giornalieri.

Posta – Le risorse del settore postale, nella prima metà dell’anno hanno subito una riduzione del 5,8%, con dati sostanzialmente equivalenti nei singoli trimestri gennaio-marzo e aprile-giugno.
Guardando alle componenti del comparto, la flessione risulta maggiormente ampia per i servizi di corrispondenza (-31,1%), mentre i ricavi derivanti dalle consegne di pacchi sono aumentati del 9,1% (+16,9% considerando i soli pacchi nazionali).

(elaborazione Agcom)

La ripresa registrata nel bimestre luglio-agosto, pari nel complesso al +3,9% su base annua, ha consentito al settore di contenere le perdite da inizio anno al 3,6% rispetto ai primi otto mesi del 2019. Allo stesso tempo, nel periodo gennaio-agosto 2020 i volumi dei servizi di corrispondenza si sono ridotti del 22,7% (flessione che si amplia al -27,8% per quelli inclusi nel servizio universale), mentre il numero di pacchi consegnati è cresciuto del 27% (valore che sale al 30,6% con riferimento ai soli pacchi nazionali).

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