Metro non esce a Milano domani e dopo. La redazione protesta, decisione temporanea per il Covid risponde l‘editore

L’editore di Metro ha deciso di non distribuire domani, martedì, e dopodomani il free paper a Milano.
Una decisione che ha messo in allarme la redazione: “Dopo l’edizione di Torino, già ridotta a due numeri settimanali, ora anche Milano viene sacrificata proprio nel momento in cui il ruolo di servizio pubblico di un mezzo d’informazione diventa cruciale e dovrebbe essere difeso e salvaguardato nell’interesse dei lettori”, scrive il Cdr in un comunicato.
L’editore precisa di aver fatto questa scelta per cercare di contribuire al contenimento della diffusione del virus in Lombardia: “Comprendiamo il malumore della redazione milanese e del Cdr, che è anche il nostro e che condividiamo, e ci auguriamo che questa causa di forza maggiore sia solo momentanea”.

La situazione a Metro è molto tesa per il licenziamento di una giornalista per una presunta violazione dell’esclusiva, motivazione che il sindacato considera del tutto ingiustificata. L’assemblea dei giornalisti ha affidato al Cdr un pacchetto di cinque giorni di sciopero, il primo effettuato il 5 novembre. E a inasprire gli animi è stata quello stesso giorno la decisione dell’editore di non pubblicare il comunicato che ribadiva le contestazioni al licenziamento e le ragioni dello sciopero, cosa che ha portato alla rottura delle relazioni sindacali da parte dell’Associazione Stampa Romana.

 

Di seguito i comunicati di Cdr ed editore, pubblicati sull’edizione di oggi:
Comunicato sindacale del Cdr – Dopo la decisione dell’azienda di licenziare, per la prima volta nella storia di Metro, una collega, scelta sciagurata che ha già spinto la redazione ad un giorno di sciopero, ora l’azienda comunica che causa Covid il giornale a Milano non verrà distribuito martedì e mercoledì. Dopo l’edizione di Torino, già ridotta a due numeri settimanali, prima della seconda ondata di epidemia, ora anche Milano viene sacrificata, proprio nel momento in cui il ruolo di servizio pubblico  di un mezzo di informazione diventa cruciale e al contrario dovrebbe essere difeso e salvaguardato nell’interesse dei lettori. Il Cdr  si dichiara totalmente contrario ad una scelta che non fa che impoverire ancora più il quotidiano Metro.

Comunicato dell’editore – Riscontriamo il comunicato del Cdr e si ribadisce che esso non può considerarsi legato a questioni e problematiche di tipo strettamente sindacale inerenti all’intero corpo redazionale dei giornalisti, né può ritenersi contestuale a una vicenda personale di licenziamento per giusta causa, cioè per motivi disciplinari attinenti all’esecuzione della prestazione di lavoro e agli obblighi di correttezza derivanti dalla legge e dal contratto. Fermo restando il sacrosanto e imprescindibile – seppure nella fattispecie incomprensibile, ” proprio nel momento in cui il ruolo di servizio pubblico di un mezzo di informazione diventa cruciale e al contrario dovrebbe essere difeso e salvaguardato nell’interesse dei lettori” – diritto allo sciopero da parte dei lavoratori. Per quanto riguarda la sospensione dell’edizione di Milano precisiamo che, come comunicato al Cdr ai sensi dell’art 34 del CCLG, essa debba ritenersi temporanea e provvisoria, essendo motivata unicamente per effetto delle note limitazioni nel trasporto pubblico e nella circolazione delle persone nelle regioni Piemonte e Lombardia, considerate ZONE ROSSE dall’ultimo DPCM in vigore da venerdì u.s., con le contestuali chiusure della maggior parte degli esercizi commerciali cittadini. Abbiamo ritenuto opportuno con questa scelta, in tal modo, di cercare di contribuire anche noi al contenimento della – essa sì – sciagurata diffusione del virus nella regione Lombardia, particolarmente colpita e coinvolta dalla recrudescenza della pandemia Covid 19. Comprendiamo il malumore della redazione milanese e del Cdr- che è anche il nostro e che condividiamo – e ci auguriamo, nel comune interesse, che questa causa di forza maggiore sia solo momentanea e di potere riprendere quanto prima la normale programmazione delle pubblicazioni nell’intero territorio nazionale.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Tokyo 2020: dal rinvio costi aggiuntivi per 1,6 miliardi di euro. Si cerca accordo tra comitato organizzatore e governo

Tokyo 2020: dal rinvio costi aggiuntivi per 1,6 miliardi di euro. Si cerca accordo tra comitato organizzatore e governo

Cartoon Network lancia ‘What a cartoonist!’, call to action dedicata alla ricerca di nuove idee creative per format tv e videogiochi

Cartoon Network lancia ‘What a cartoonist!’, call to action dedicata alla ricerca di nuove idee creative per format tv e videogiochi

A+E Networks Italia e Sky Italia rinnovano la partnership ventennale. Canali e raccolta ancora con il gruppo di Santa Giulia

A+E Networks Italia e Sky Italia rinnovano la partnership ventennale. Canali e raccolta ancora con il gruppo di Santa Giulia