Rai, verso accordo Salini-governo per riportare 5% canone; mercoledì Cda su nomina direttore Nuovi Format e Rai Fiction, si vota anche su immobili

Il 5% del canone tolto alla Rai dalla Legge di Stabilità del 2015 potrebbe tornare nelle casse dell’Azienda del servizio pubblico radiotelevisivo. E’ questo, a quanto apprende l’Adnkronos, il contenuto di un accordo fatto dall’amministratore delegato della Rai Fabrizio Salini con il Ministero dello Sviluppo Economico e con il Ministero dell’Economia nei giorni scorsi. Un accordo, ‘siglato’ alla maniera dei gentiluomini e cioè con la sola stretta di mano, stando al quale, da un lato, la Rai torna in possesso del 5% del canone che non percepisce più da ormai sei anni e, dall’altro, Salini ferma sul nascere l’ipotesi di accorpamento Rai Storia-Rai5 e l’eliminazione dei canali Rai Sport. Più difficile, invece, spiegano ambienti del governo, sarebbe stato restituire alla Rai il cosiddetto extragettito del canone per le implicazioni relative al sostegno delle tv locali e dell’editoria.

Fabrizio Salini (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

Torniamo, dunque, all’accordo del 5%: sarà la legge di stabilità che sta per sbarcare alla Camera in prima lettura a prevedere la norma che traduce l’accordo Salini-Mise-Mef e che, naturalmente, dovrà contenere anche la relativa copertura finanziaria essendo un intervento strutturale che toglie di mezzo questa distrazione di risorse in modo definitivo. E proprio su questo il Mef è al lavoro. La cifra si aggira intorno agli 80 milioni di euro e cioè tanto vale questo 5%. Più in dettaglio, per capire se l’accordo entrerà in pista subito o, come alcuni ipotizzano, nel corso dell’esame della legge in Parlamento bisognerà andare a cercare un articolo della legge di stabilità 2021 che modifica o elimina l’articolo 1 comma 292 della legge 190 del 2014 (all’articolo 21, comma 4, del decreto-legge 24 aprile 2014, n.66, convertito, con modificazioni, dalla legge 23 giugno 2014, n.89, dopo le parole: “per l’anno 2014, di euro 150 milioni” è aggiunto il seguente periodo: “A decorrere dall’anno 2015, le somme da riversare alla Rai, come determinate sulla base dei dati del rendiconto del pertinente capitolo dell’entrata del bilancio dello Stato dell’anno precedente a quello di accredito, sono ridotte del 5 per cento”).

A questo punto vala la pena riaprire il capitolo della lettera elaborata dalle direzioni tecniche della Rai e firmata da Salini che l’ha inviata alla commissione parlamentare di Vigilanza il 28 ottobre scorso. Una lettera che prima ha suscitato un forte allarme per la gravità della situazione prospettata (“E’ ormai indifferibile che vengano definite le condizioni per stabilire se il perimetro del Servizio pubblico possa rimanere invariato, con mantenimento degli impegni derivanti dal contratto di servizio così come definiti in un contesto economico finanziario non più attuale, o se invece consegnare la Rai a una riperimetrazione complessiva anche in termini occupazionali con le inevitabile ricadute sociali”) e poi ha sollevato notevoli dubbi, quando Salini a più riprese l’ha smentita. Perché l’ad Rai ha smentito una lettera inviata solo pochi giorni prima e che portava la sua firma in calce? Resta incomprensibile la sua repentina marcia indietro rispetto a una situazione tanto delicata soprattutto perché, stando ad alcuni esperti Rai, i circa 80 milioni che vale il 5% restituito servono solo a ridurre l’esposizione finanziaria della Rai, ma non certo a far ripartire un piano industriale vero e proprio, anche al lordo del Covid.

Inoltre, secondo l’Adnkronos  i punti rilevanti del consiglio di amministrazione della Rai fissato per  mercoledì 11 novembre, sarebbero questi: aggiornamento delle attività della task force e relativi impatti economico-finanziari; presa d’atto sui palinsesti gennaio-marzo 2021; nomina del direttore ‘Nuovi Format’ (struttura nata dal piano industriale dell’amministratore delegato Salini su cui è stato aperto il job posting il 24 febbraio 2020) e forse anche del direttore di Rai Fiction che ora è guidata ad interim dall’ad Fabrizio Salini; voto sugli immobili e audizione del direttore della Radio Roberto Sergio.

Delle principali novità dei palinsesti già si è detto il 28 ottobre, scrive sempre Adnkronos,  quando l’illustrazione dei programmi dell’inverno era all’ordine del giorno del consiglio del 30 ottobre (per Alessandro Giuli il programma ‘Oltre la linea’ il giovedì in seconda serata, per Pierluigi Diaco il programma-intervista ‘Il bianco e il nero’ il martedì in seconda serata, per Francesca Fagnani il programma ‘Belve’, per Simona Ventura ‘Game of games’ in prima serata il lunedì. Tutti su Rai2. Mentre su Rai1 la seconda edizione de ‘Il cantante mascherato’ condotto da Milly Carlucci in prima serata e il programma ‘La canzone segreta’ condotto dall’attrice Serena Rossi il sabato in prima serata). Questo, fermo restando che dopodomani non ci siano altre significative novità, cosa improbabile visto che per i consiglieri sarà il momento della presa d’atto (così si dice perché i palinsesti per consuetudine non sono sottoposti a un voto vincolante).

Altro capitolo di rilievo quello degli ‘immobili’ finalizzato a ridurre le spese a carico della Rai in questo contesto pandemico che pesa anche sull’Azienda. Su tale fronte la proposta della Direzione Infrastrutture Immobiliari e Sedi Locali che verrà messa al voto l’11 novembre riguarda l’Auditorium Foro Italico, a Roma, che ospita, tra gli altri programmi di prime time, ‘Ballando con le stelle’. Si propone, in particolare di esercitare il diritto di recesso per l’affitto del Foro Italico stimando di poter risparmiare così 900mila euro annui, a fronte dell’attuale spesa annua pari di circa 1,8 milioni di euro fra canone di affitto, spese di gestione dell’insediamento e costi specifici correlati alle produzioni televisive.

Non tutti i consiglieri, però, sono d’accordo perché hanno forti dubbi sulle conseguenze della scelta nell’immediato futuro, primo perché il Foro Italico sebbene abbia alcuni problemi logistici, ha costruito nel tempo una dotazione tecnologica che lo rende un studio di produzione di qualità, in grado di fare programmi importanti di prima serata; secondo, perché ai consiglieri non sarebbe stata ancora prospettata una valida alternativa concreta. Il Cda di mercoledì prossimo sarà anche l’occasione per affrontare il tema del doppio incarico di direttore di rete e conduttore che non è parte dei punti all’ordine del giorno, ma è questione che il consigliere Giampaolo Rossi ha già sollevato e intende risollevare dopodomani quando chiederà a Salini quando il direttore di Rai3 Franco Di Mare lascerà la conduzione di ‘Frontiere’ nel rispetto della circolare Gubitosi. Una deroga, infatti, al momento consentirebbe a Di Mare di continuare a condurre fino a quando non avrà trovato un sostituto.

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