LifeGate lancia crowdfunding per supportare le startup più promettenti

L’equity crowdfunding lanciato da LifeGate, in occasione del ventennale, su mamacrowd.com dal 29 ottobre ha già superato il primo obiettivo di 200 mila euro che andranno a finanziare diversi progetti tra cui LifeGate Way, il primo ecosistema dedicato alle startup sustainable native.

Enea Roveda

“Siamo molto soddisfatti del risultato raggiunto in così poco tempo – il commento del CEO di LifeGate Enea Roveda – per creare valore attorno alle aree di business più giovani e promettenti, LifeGate Way supporterà le startup attraverso un percorso di accelerazione basato sui valori People Planet Profit, che LifeGate promuove da 20 anni”.

Le startup, si legge in un comunicato, verranno selezionate su questi principi: People, perché nelle imprese per prima cosa ci sono le persone, l’imprenditore e il team con i loro valori, talenti e competenze; Planet, perché l’impresa può creare anche valore ambientale e sociale; Profit, perché il modello dell’impresa deve creare valore economico per gli azionisti e per la propria comunità.

Il noto imprenditore tecnologico Marco Montemagno crede nel progetto e ha deciso di metterci la faccia per partecipare attivamente al cambiamento, aderendo all’iniziativa attraverso approfondimenti e confronti sull’importante tema della sostenibilità.

La sua prossima intervista in programma giovedì 12 novembre alle 13, sarà dedicata ai fondatori delle realtà di eccellenza italiana, che hanno già intrapreso il percorso di LifeGate Way: Pietro Gorgazzini,
giovane imprenditore di Trento con alle spalle alcuni successi e co-fondatore di Spartan Tech, azienda che sviluppa un’app blockchain estremamente semplice e democratica che può essere adottata dalle PMI
in molteplici settori per portare innovazione, tracciabilità e trasparenza, il tutto a basso costo; Osvaldo De Falco un ragazzo della Calabria, figlio di agricoltori, che ha saputo innovare il suo settore
con Biorfarm una rete di coltivatori biologici che, attraverso la piattaforma, offrono “in adozione” una pianta o un frutteto intero.
Orange Fiber, di un’imprenditrice siciliana, Enrica Arena, che crea un filato con le bucce di scarto delle arance; Sharewood, un sogno nato a Bari da un’idea di Piercarlo Mansueto, ora una realtà che si occupa di turismo sostenibile e outdoor.

La campagna punta a una raccolta di 1 milione, che potrà essere estesa fino a 2,7 milioni e prevede due possibilità di partecipazione societaria in funzione dell’investimento, con una quota di minima di 200 euro.

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