La Lombarda ricorre contro la vendita di ‘Viversani&Belli’, domani la prima udienza in tribunale

È finita in tribunale la vendita del settimanale ‘Viversani&Belli’ pubblicato da Didieffe Editoriale, una delle società del gruppo Universo che lo scorso 25 settembre lo ha ceduto alla Viessebi Prodotti Editoriali di Massimiliano Pellegrini. L’Associazione lombarda giornalisti ha depositato un ricorso ex articolo 28 per comportamento antisindacale, e la prima udienza è fissata per giovedì 12 novembre.

La storia parte da lontano, esattamente un anno fa quando alle giornaliste di ‘Viversani & Belli’ viene proposto un part time al 50%. Tempo per decidere: una settimana. Il giornale è in perdita, così non si può andare avanti e l’alternativa è la vendita della testata, gli viene spiegato. Assistite dall’Associazione lombarda, le giornaliste rifiutano: gli stipendi sono già al minimo sindacale e per di più dal 2019 la redazione manda in edicola anche una brand extension sempre dedicata a benessere e salute, il mensile ‘Tutto Su’.
La controproposta è di utilizzare gli ammortizzatori sociali, i contratti di solidarietà. L’azienda dice no. A febbraio la Lombarda apre la trattativa riproponendo gli ammortizzatori sociali. Nuovo rifiuto.
A congelare la situazione ci pensa il Covid-19, da marzo tutte le redazioni di Universo sono in smart working.
A luglio le giornaliste chiedono informazioni sulla durata dello smart working. Il direttore, Monica Sori, fa sapere che non torneranno più in sede, e in agosto si dimette. Di lì a poco l’azienda comunica che ci sarà una cessione di quote in data imprecisata a partire dal 5 agosto. A settembre il sindacato prova a rilanciare la trattativa, ma ancora un no secco anche a nuovi ammortizzatori come la cassa Covid.

Si arriva così a venerdì 25 settembre, quando l’azienda convoca alle 18 i tre grafici del settimanale, annuncia la cessione e il trasferimento della redazione a Legnano dal martedì successivo. “Io avrei dovuto ricevere la comunicazione con 48 ore di preavviso, mentre l’ho trovata lunedì mattina nelle mie mail con l’annuncio della cessione e della nomina di Riccardo Zago a direttore”, racconta Lorenza Resuli, fiduciaria sindacale di ‘Viversani & Belli’.
A quel punto la redazione entra in sciopero per cinque giorni, cosa che comunque non impedisce l’uscita del numero seppure a foliazione ridotta. Le giornaliste impugnano la cessione, inviando una lettera sia a Universo sia al nuovo editore, e in un comunicato denunciano la modalità della vendita come “ritorsiva e intimidatoria”.

 

Sulla destra il capannone dove ha sede la redazione di Viversani e
Belli

Il 29 settembre, accompagnate dai rappresentanti della Lombarda, si presentano nella nuova sede. Treno dalla stazione Garibaldi di Milano fino a Legnano; cinque minuti a piedi per arrivare alla fermata del pulmann per San Giorgio su Legnano (ogni 30 minuti); dopo una decina di fermate si scende su una strada senza marciapiedi che costeggia una zona residenziale; altri dieci minuti a piedi e finalmente si raggiunge la meta: un capannone dove vengono fabbricati cuscinetti per auto. La redazione è al piano di sopra.
“Era chiaro che non erano ancora pronti ad accoglierci, tecnici al lavoro, scrivanie e sedie provvisorie, niente armadi. In più un bagno piccolissimo e niente misure di sicurezza, cosa che abbiamo denunciato sia alla Regione, sia alla vice presidente del Consiglio comunale di Milano Elena Buscemi”, dice ancora Resuli.
Le giornaliste chiedono lo smart working, che non viene concesso. Finché venerdì 23 ottobre una di loro comunica di essere positiva al Covid-19. Dal lunedì successivo entrano tutte in smart working e il 2 novembre un’altra giornalista risulta positiva al coronavirus.

La strada che porta alla sede di Viversani e Belli

Alla redazione il direttore e direttore generale di Viessebi Riccardo Zago – una lunga esperienza in diverse case editrici di periodici tra cui La Traccia, Acacia, Olimpia e poi fondatore del service Newedit – ha anticipato che ci sarà un progetto di rilancio e che dal punto di vista editoriale il giornale sarà più orientato alla salute. La pubblicità per un anno continuerà a essere raccolta dalla concessionaria di
Universo. Ma la preoccupazione per il futuro di una testata già in perdita è inevitabile.

Riccardo Zago, direttore di Viversani e Belli e direttore generale di
Viessebi

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