Covid e lockdown a sfumature variabili: è boom di ascolti per la Tgr Calabria, regione hot

Il riflesso a guardare le notizie regionali – specie l’appuntamento delle 19.30, che al nord accompagna o precede di poco la cena – è cresciuto molto in questa fase del Lockdown a diverse sfumature territoriali. Anche ieri il programma più visto della terza rete, in grado di battere facilmente sia ‘Report’, che ‘Che tempo che fa’, nonché ‘Chi l’ha visto?’, è stato il TgR del preserale, che ha toccato quota 4,056 milioni di spettatori ed il 17,2% di share. Un’edizione che regolarmente batte per ascolti e share il Tg3 delle 19.00 e, ultimamente, lotta alla pari e spesso prevale sul game show di Canale 5.

Il bilancio di ieri, martedì, in particolare, è quasi perfettamente in media con quello della prima settimana caratterizzata dai vincoli sfalsati e diversi lungo la penisola, quella cioè che è andata appunto dal 4 di novembre fino al 10.

Alessandro Casarin, direttore della Tgr (Foto ANSA/ GUIDO MONTANI)

L’attenzione alle news della TgR (a quota 4,062 milioni di media nei sette giorni) è cresciuta notevolmente rispetto alla settimana precedente (+7,1%), quando la media degli ascolti era stata di 3,766 milioni di spettatori  secondo i dati forniti da Studio Frasi. Ed è stata superiore in maniera schiacciante (+49,1%) rispetto a quella della settimana omogenea del 2019, quando cioè, con l’allarme pandemia ancora nemmeno rimbalzato sui media, la testata regionale della Rai portava a casa complessivamente nell’appuntamento del preserale solo poco più di 2,5 milioni di spettatori.

La preoccupazione per il contagio e i ‘colori’ cangianti del DPCM accendono l’attenzione sul servizio pubblico territoriale

Inutile dire che la progressione degli ascolti nelle singole regioni, che contribuiscono al dato complessivo, segnala le diverse situazioni di disagio e ansia territoriale. In cima alla classifica – da questo punto di vista – emerge, senza ombra di dubbio e senza tanti concorrenti all’altezza, la Calabria. Nella settimana 4-10 novembre gli ascolti nella regione ora governata da Antonino Spirlì, al centro dell’attenzione anche per i problemi con i due commissari per la sanità (dopo il silurato Saverio Cotticelli e stato designato Giuseppe Zuccatelli, che ha inanellato gaffes come il predecessore), sono cresciuti del 31,7% rispetto alla settimana precedente. Seconda in graduatoria, in tema di progresso degli ascolti in questo tipo di confronto temporale, si è collocata la Sicilia (+16,6%), davanti a Umbria (+12,9%), Lombardia (+12,4%) e Valle D’Aosta (+11,5%).

Ma – come anticipato – ad essere eclatante è soprattutto la differenza con la settimana omogenea del 2019. Rispetto a questo indicatore, la crescita degli ascolti calabresi della Tgr è stata addirittura del 157%, quella della Puglia del 90,3%, quella dell’Umbria (in difficoltà ad aumentare il numero di terapie intensive) dell’87%, quella del Trentino Alto Adige (bruscamente tornato a misure severe dopo una fase di autonomia ‘allegra’) e del Piemonte del 77%, quella della Campania del 72,6%, quella del Lazio del 56,6%.

Comunque sia e comunque proceda, una prova di fiducia degli spettatori al servizio pubblico televisivo, spesso accusato di sprecare risorse e fare male il proprio ‘compitino’ in questo versante dell’informazione su cui rimane notevole la concorrenza dell’emeittenza locale e ora, sempre di più, è forte anche quella del web.

 

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