Usa 2020: Google e Fb prolungano il blocco su pubblicità politiche per le accuse di brogli di Trump

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E’ passata ormai più di una settimana dal voto americano che ha decretato la vittoria di Joe Biden.
Secondo i piani annunciati prima dell’appuntamento elettorale, sia Facebook che Google avrebbero dovuto rimuovere proprio in questi giorni il blocco imposto sulle pubblicità politiche. Ma così non è stato.Stando a quanto raccontano i media internazionali le due big Tech avrebbero deciso di prorogare lo stop. Motivo? L’insistenza con cui Donald Trump e i suoi supporter continuano a utilizzare le piattaforme per lanciare accuse di brogli elettorali.

Nel collage (foto Ansa): Mark Zuckerberg e Sundar Pichai

La decisione ha creato alcuni malumori in Georgia, dove a gennaio ci sarà un ballottaggio che potrebbe determinare il controllo del Senato.
Mentre Google ha confermato che il blocco è ancora in vigore, ma non si è sbilanciato sulle tempistiche di ripristino, Fb avrebbe comunicato ai suoi investitori di aspettarsi che lo stop possa durare ancora un altro mese, pur avendo lasciato qualche spiraglio a possibili riprese anticipate.
Al momento il social, nei mesi passati molto attaccato per la sua condotta in fatto di pubblicità politica, deve anche fare i conti con le critiche da parte dello staff di Biden che apertamente lo ha accusato di non aver fatto abbastanza per fermare la campagna ‘Stop the Steal’ dei supporter di Trump. Addirittura, Bill Russo, direttore della comunicazione del candidato dem, ricorda il Financial Times, pochi giorni fa ha attaccato Menlo Park, affermando che “distruggerebbe la democrazia”.