Lega Serie A: volata finale per Cvc nella media-company (1,625 mld per 10%); intanto Mazza cerca un ceo e si parla di Mockridge, Scudamore…

È stata convocata per il 18 novembre l’assemblea della Lega Serie A che dovrà dare il via libera all’ingresso della cordata formata da Cvc, Advent e Fsi nella nuova media-company di Via Rosellini: un investimento di 1,625 miliardi di euro per una quota del 10%. Si stanno definendo gli ultimi dettagli nelle riunioni della commissione guidata dall’ad della Lega, Luigi De Siervo, e composta da cinque dirigenti di club: Andrea Agnelli, presidente della Juventus, Guido Fienga, ad della Roma, Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, Claudio Fenucci, ad del Bologna, e Stefano Campoccia, vicepresidente dell’Udinese. Questo gruppo di lavoro si sta confrontando dal 13 ottobre, data dell’ultima assemblea della Serie A, con i manager della cordata che ha avuto la meglio su Bain Capital e Nb Renaissance.

Giampiero Mazza

A guidare la squadra dei rappresentanti dei fondi internazionali c’è il numero uno di Cvc in Italia: Giampiero Mazza, romano, 54 anni, dal 2010 partner del fondo. Studi all’estero, ha ottenuto un master in Business Administration ad Harvard dopo essersi laureato a Houston. In Texas ha iniziato anche la sua carriera lavorativa, per ironia della sorte come consulente di Bain & Company, la società dalla quale è nata Bain Capital, sconfitta da Cvc nella gara per entrare nella media-company della Serie A. È stato Mazza a condurre la trattativa in Italia: ha studiato il dossier per quasi un anno. Se l’assemblea della Serie A approverà l’ingresso dei fondi, Mazza potrebbe avere un posto nel futuro Cda della media-company composto da 14 membri, metà dei fondi e metà dei club.
Oltre a Mazza potrebbe entrare nel Cda il manager che in questi anni ha curato gli investimenti sportivi di Cvc. Si tratta di Nick Clarry, entrato in Cvc nel 2003 dopo le precedenti esperienze in Morgan Stanley e Goldman Sachs. Adesso, come spiega il sito della società, “sovraintende alle attività di private equity nello sport, nei media e nell’industria dell’intrattenimento”. Clarry, laureato a Cambridge, lavora negli uffici di Cvc a Londra e partecipa da protagonista alla vita culturale della capitale britannica: è il presidente del board dell’Old Vic, uno dei teatri più prestigiosi della città. Ha affiancato Donald MacKenzie, uno dei fondatori di Cvc, nella redditizia operazione di acquisto e rivendita della Formula Uno. E ha seguito lo sbarco di Cvc nel rugby. L’acquisto per 140 milioni di euro del 28% del Guinness Pro14, una competizione internazionale con squadre di Galles, Irlanda, Italia e Scozia. L’investimento da oltre 200 milioni di sterline sulla Premiership rugby, il più importante campionato inglese. E l’offerta di 300 milioni di sterline per il 17% del Sei Nazioni, fatta prima dello scoppio della pandemia.
In attesa dell’approvazione definitiva, sono già partiti i contatti per selezionare il primo amministratore delegato della media-company, che sarà designato dai fondi (ai club il compito di nominare il presidente). Cvc cerca un manager che provenga dal settore dello sport e dei diritti sportivi. Uno dei nomi papabili è quello di Tom Mockridge, ex ad di Sky Italia. In cima alla lista dei desideri c’è Richard Scudamore, il 61enne ex capo della Premier League, l’uomo che ha saputo indirizzare l’espansione economica del campionato inglese negli ultimi 15 anni, uscito di scena nel 2018. Scudamore rientra nella ristretta cerchia di dirigenti che hanno impresso un’accelerazione esponenziale ai ricavi di un campionato di prima fascia. Fa parte dello stesso elenco Javier Tebas, presidente della Liga spagnola. Ma Tebas ha la controindicazione di essere ancora in carica, quindi meno raggiungibile. Scudamore invece è libero.

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