Social, Dorsey al Senato Usa: cambiare insieme ‘Sezione 230’. A rischio capacità affrontare contenuti dannosi e proteggere utenti

La ‘sezione 230‘ del Communications Decency Act – che esonera i siti dalla responsabilità per i contenuti pubblicati dai loro utenti e su cui più volte ha puntato il dito Trump negli ultimi mesi – torna al centro del dibattito americano. Questa volta a parlarne è stato l’ad di Twitter, Jack Dorsey, esortando il Congresso americano a collaborare con i social network per arrivare a una riforma.
Nella testimonianza per l’audizione di fronte alla Commissione Giustizia del Senato, Dorsey ha riconosciuto che la sezione ha bisogno di una revisione, ma ha avvertito che “schemi normativi sovraccarichi possono avere conseguenze non intenzionali”.

Jack Dorsey (Foto ANSA – EPA/JIM LO SCALZO

Secondo Dorsey, cancellarla “non rispetterà il Primo Emendamento, ma potrebbe avere l’effetto opposto, con la rimozione di più contenuti, la proliferazione di procedimenti legali frivoli e gravi limitazioni alla nostra capacità collettiva di affrontare contenuti dannosi e proteggere le persone online”. “Vogliamo assicurare che le conversazioni su Twitter siano salutari e che le persone si sentano sicure nell’esprimere il loro punto di vista”, ha detto ancora il manager del sito di microblogging, contro cui il presidente Usa si è scagliato più volte negli ultimi mesi – fino a definirlo “fuori controllo” – per aver etichettato alcuni suoi cinguettii.

“Abbiamo posto etichette per aggiungere contesto e limitare il rischio di diffusione di dannosa disinformazione elettorale senza un contesto solido perché il pubblico ci aveva chiesto di assumere iniziative simili”, ha proseguito Dorsey, ricordando che nel periodo elettorale, dal 27 ottobre all’11 novembre, sono stati etichettati 300 mila tweet per contenuti discussi e potenzialmente fuorvianti, una cifra equivalente allo 0,2% di tutti i tweet a tema elettorale inviati dagli Usa in questo periodo. Di questi 300 mila tweet, ha spiegato il manager, solo 546 sono stati marcati da un messaggio di allerta e sono stati sottoposti a limitazioni riguardo la condivisione.

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