Pirateria audiovisiva, Fapav: tutela e promozione fondamentali per la ripresa; servono campagne di comunicazione e sensibilizzazione

“L’emergenza sanitaria non si è ancora conclusa ma sono già evidenti le drammatiche conseguenze che i mesi di lockdown e la fase attuale di profonda incertezza stanno causando al settore audiovisivo”. E’ uno  dei passaggi dell’intervento di Federico Bagnoli Rossi, Segretario Generale Fapav, nel corso dell’audizione in programma presso la VII Commissione del Senato della Repubblica (Istruzione pubblica, beni culturali, ricerca scientifica, spettacolo e sport).

“In un contesto così difficile purtroppo la pirateria continua a rappresentare un ostacolo sul cui contrasto è necessario intervenire con la massima determinazione per sostenere al meglio il settore e ripartire insieme dalla legalità”,ha detto nel corso dei lavori che avevano per oggetto le misure di sostegno al settore dello spettacolo per fronteggiare le gravi difficoltà legate all’emergenza Covid.

Nel dettaglio, secondo i dati dell’indagine Fapav/Ipsos, il periodo di lockdown ha fatto registrare una crescita dell’incidenza della pirateria che è salita al 40% contro il 37% di tutto il 2019. Aumentato anche l’utilizzo delle IPTV pirata (dal 10% del 2019 al 19% durante il bimestre di lockdown), fenomeno che desta la massima preoccupazione e dietro il quale si nascondono veri e propri criminali informatici e un business illecito altamente remunerativo. Positivo invece il dato relativo ai nuovi abbonati a piattaforme ufficiali on demand, che stima un aumento di circa l’8% nel periodo di riferimento.

Il segretario generale Fapav Federico Bagnoli Rossi

“Le attività di contrasto alla pirateria non si sono mai fermate, nonostante anche le difficoltà logistico operative legate all’emergenza sanitaria”, ha precisato Bagnoli Rossi. “Forze dell’Ordine e Autorità competenti hanno portato avanti operazioni importanti che hanno consentito di smantellare imponenti reti e business illeciti. Inoltre, grazie all’utilizzo del Regolamento Agcom, siamo riusciti ad ottenere nel 2020 il blocco di 344 siti pirata”.

“Tutela, promozione e nuovi strumenti da definire sono aspetti imprescindibili in questo momento così delicato. Se da un lato abbiamo a disposizione efficaci strumenti di contrasto, che vanno utilizzati al massimo e potenziati, dall’altro è importante incentivare le iniziative di comunicazione e sensibilizzazione. I nostri dati ci rivelano come sia ancora troppo bassa la percezione di questo fenomeno da parte della popolazione, ritenuto grave solo dal 45%. La pirateria, in realtà, alimenta un’economia sommersa dannosa non solo per il settore audiovisivo ma per l’intera economia italiana, con danni stimati in oltre 1 miliardo l’anno”, ha proseguito il Segretario Generale della Federazione per la Tutela dei Contenuti Audiovisivi e Multimediali.

“Reputiamo pertanto opportuno che venga destinato, tramite un Decreto Ministeriale ad hoc, l’1% del Fondo previsto per il MiBACT all’articolo 5 comma 1 del Decreto Ristori a campagne di educazione sul tema, per la realizzazione di iniziative mirate e capillari anche nelle scuole. L’auspicio è che poi tali misure possano diventare strutturali attraverso il rigenerato Fondo per il Cinema e l’Audiovisivo con la Legge di Bilancio 2021 affinchè possa essere utilizzato anche in tal senso”, ha concluso Bagnoli Rossi.

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