Lega Serie A: nella media company entra la cordata Cvc-Advent-Fsi, 1,7 miliardi per il 10%. Dal Pino: progetto unico, non definitivo

E’ stata approvata all’unanimità nell’assemblea di Lega di oggi svoltasi a Roma l’offerta del fondo Cvc-Advent-Fsi per il 10% della media company creata per gestire e commercializzare i diritti televisivi della Serie A.

(Foto ANSA)

“È importantissimo aver raggiunto un accordo su quella che è la valorizzazione del nostro calcio, un’intesa che vale 1,7 miliardi ma che ora va conclusa. Chiuderla in questo momento storico, così drammatico e difficile per il nostro Paese, è la cosa che ci dà più felicità”, il primo commento del presidente di A Paolo Dal Pino. “Però non è ancora nulla di definitivo”, ha specificato.
“Oggi abbiamo votato un accordo all’unanimità, abbiamo accettato l’offerta finanziaria ma non abbiamo ancora chiuso, non c’è ancora nessun impegno vincolante. E’ tutto il normale processo che riguarda un’operazione complessa come questa”.

“C’è la capacità, ha proseguito Dal Pino, del sistema Serie A di fare. Abbiamo inventato un modello di business e ci abbiamo creduto tutti insieme”, ha detto ancora, senza nascondere comunque le difficoltà incontrate. “Ci sono stati dei momenti di discussione ma siamo arrivati a fare qualcosa di unico. Siamo ancora nel percorso bisogna arrivare in cima alle scale, noi abbiamo fatto parecchi di passi ci stiamo avvicinando”, ha chiosato. Sulla tempistica, “puntiamo nelle prossime settimane ad arrivare ad una conclusione”, ha concluso.

Con l’accordo raggiunto oggi all’unanimità sull’ingresso di fondi private equity per la creazione di una media company, “la Serie A prova la strada per uscire da sola e sulle proprie gambe da questa crisi”. Lo ha affermato l’ad della Lega Luigi De Siervo.
Ma “Questo, ha aggiunto, non significa che le richieste al governo, i cosiddetti ristori, non siano più attuali”. “Chiediamo che il governo ci veda come un’industria, ci occupiamo della passione più grande degli italiani. Un movimento di milioni di persone che trovano nel tifo il vero fattore aggregante della società. Questa doppia natura ci deve legittimare”.
“Oggi, ha continuato, abbiamo venduto una parte dei nostri gioielli di famiglia, un pezzo di patrimonio, dimostrando di saper fare gli imprenditori che ottimizzano i costi. Questo non deve togliere di responsabilità il governo, al quale continuiamo a ribadire l’esigenza di ristori che spostino in avanti tutta una serie di pagamenti. Chiediamo che si apra un tavolo”.

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