L’importanza dello streaming nell’intrattenimento 4.0. Nella musica vale il 63% del mercato al 2019. In Italia la parola arriva nel 1997 con Stream Tv

Sentiamo parlare sempre più spesso di tv on demand, di streaming in diretta, di giochi live e di software per la riproduzione di contenuti multimediali. Ma cos’è lo streaming? Quali sono le origini di questo termine che al giorno d’oggi è il fulcro di quasi tutto l’intrattenimento virtuale? Scopriamo di più, grazie ad Adnkronos,  su questa parola di origine inglese utilizzata contemporaneamente da tre generazioni.

Streaming: significato e successo

Nell’epoca in cui ci troviamo attualmente, denominata dai sociologi come quarta rivoluzione industriale, un elemento imprescindibile della vita dell’uomo è lo schermo. Lo era già in parte con l’utilizzo della televisione, ma da quando il display, corrispondente italiano della parola schermo, è diventato mobile, è a tutti gli effetti diventato un’estensione del nostro corpo. Ciò è diventato ancora più vero da quando esiste lo streaming, sostantivo inglese derivante dal verbo “to stream”: letteralmente scorrere, fluire, come si legge dalla definizione che ne dà la Treccani. Tale termine è accostato in particolare al mondo di Internet e delle telecomunicazioni, per indicare l’accesso a file multimediali di cui si può usufruire in tempo reale. Difatti la traduzione italiana più coerente è quella di flusso multimediale: la prima volta che in Italia abbiamo preso conoscenza di questo termine è stato grazie alla piattaforma televisiva a pagamento conosciuta soprattutto dagli amanti del calcio, Stream TV, ma all’epoca la trasmissione avveniva via cavo e solo successivamente passò al satellitare. Il 1997, anno di lancio di questa TV privata, sancisce approssimativamente la data in cui questo termine è diventato di uso comune in Italia.

Streaming on demand e in diretta: l’utente crea la propria programmazione

Esistono principalmente due diversi tipi di streaming, in diretta e on demand, ma basati comunque sullo stesso concetto: il primo ha radicalmente cambiato il modo in cui l’utente concepisce la programmazione di contenuti multimediali, avendo a disposizione una quantità infinita di materiale memorizzato su un server. Un esempio di questo tipo di streaming è rappresentato dal colosso Netflix, attualmente uno dei leader nell’offerta di telefilm e film, con oltre 180 milioni di abbonati nel mondo con una capitalizzazione in borsa di oltre 150 miliardi, seguito da Amazon Prime, ma tanti altri attori si stanno interessando all’offerta di contenuti audiovisivi e nel prossimo futuro si potrebbe aprire una concorrenza molto intensa. Lo streaming in diretta, invece, è una modalità simile alle trasmissioni radio e video: famose sono diventate le dirette Facebook, le dirette Instagram e anche lo streaming di eventi: in Italia il record di utenti per una trasmissione in diretta streaming è detenuto dalla puntata del programma di Santoro Rai per una notte: 400 mila spettatori connessi. Ma l’accostamento più celebre della parola streaming con il mondo virtuale è sicuramente quello con sport, giochi online e musica.

Streaming di sport e musica: un business da miliardi di euro

Se inizialmente l’avvento di Internet aveva rappresentato una perdita di incassi ingente per il mondo della musica e delle case discografiche, negli ultimi 10 anni è invece la maggiore fonte di entrate per questo settore. Da quando gli attori che gravitano intorno alla musica hanno capito l’importanza dello streaming, gli incassi del settore musicale sono cresciuti del 5% in Italia e questo canale da solo rappresenta il 63% del mercato al 2019. Sono infatti state introdotte sul mercato piattaforme come Spotify, che può vantare oltre 140 milioni di utenti Premium, le quali offrono librerie musicali quasi infinite, che assecondano i gusti dell’utente, grazie a funzioni che permettono di associare artisti per generi e temi. L’importanza di questi “contenitori” di musica a pagamento sta nel porsi a metà fra l’utente e la casa discografica/artista, garantendo da un lato la fruizione di contenuti a un costo accessibile e permettendo dall’altro un guadagno dignitoso ma soprattutto sul lungo termine ad artisti e produttori. L’altro ambito in cui lo streaming è assoluto protagonista è quello relativo ai contenuti sportivi. Qualsiasi appassionato di sport conoscerà le applicazioni mobili di SkyGo e DAZN, autentici compagni insostituibili di serate di calcio o altri sport fra amici. Anche queste applicazioni funzionano con la trasmissione di flusso di dati, ma in tal caso è l’applicazione stessa a permettere la riproduzione dei contenuti, siano essi in diretta oppure on demand.

Gioco online: un passo in più grazie allo streaming

Lo schermo più utilizzato dall’uomo da oltre 20 anni è quello dello smartphone, ancor di più da quando è diventato touch e si è trasformato in uno strumento ormai indispensabile anche per molte operazioni professionali. Ma innanzitutto i dispositivi mobili e i loro schermi rappresentano un “luogo” in cui rifugiarsi per trovare relax, visualizzare contenuti multimediali o per giocare. Proprio il gioco rappresenta uno degli utilizzi più frequenti che si suole fare dello smartphone, soprattutto grazie alla nascita di centinaia e centinaia di giochi e piattaforme che utilizzano la funzione live, grazie proprio allo streaming in diretta. L’esempio forse più grande di questa tendenza è quello che ha permesso l’introduzione dei tavoli da casinò live su varie piattaforme recensite dal sito di Casinos.it, grazie ai quali l’utente può interfacciarsi con un croupier in carne e ossa e giocare con persone che si trovano in diverse parti del mondo. Sempre legato al gioco online lo streaming è molto apprezzato anche per chi è amante dei videogiochi: il cosiddetto cloud gaming permette infatti l’accesso ai giochi in maniera rapida e veloce, senza bisogno di installarli su alcuna piattaforma, potendo così essere utilizzati su diversi dispositivi mobili, smartphone compresi.

L’epoca che stiamo vivendo rappresenta forse solo l’inizio di un periodo che vedrà l’uomo sempre più connesso e in simbiosi con i dispositivi, in particolare quelli mobili. La nuova concezione legata ad esempio al mondo del lavoro, che anche grazie allo streaming sta offrendo sempre più la possibilità ai lavoratori di diversi settori di gestire molte operazioni professionali da remoto, è la conferma di questa evoluzione.

 

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