Il mercato tv in Italia perde 400 mln di euro, regge la pay, boom BBTV (+33%), male la pubblicità (-13%). Scenario 2020-22 di ITMedia Consulting

E’ un vero e proprio tsunami che si è abbattuto sulla televisione italiana quello che emerge dall’ultimo rapporto ITMedia Consulting, Il mercato TV in Italia 2020-22. La TV italiana cambia pelle in uscita il 26 novembre. Queste le anticipazioni che può offrire Primaonline:

Come conseguenza del coronavirus, il mercato nel 2020 ha perso oltre 400 milioni di Euro: la pay-TV è l’unica risorsa in crescita, mentre la pubblicità scende del 13%.
Pur in un contesto di marcata ripresa, nel periodo 2020-2022 il fenomeno appare destinato a consolidarsi, accelerando la trasformazione del settore con la Broadband TV che grazie al video streming supererà la metà delle abitazioni italiane, con una crescita media annua del 33%.
La pay-TV sorpassa per la prima volta nella storia della televisione italiana la TV in chiaro e In termini di risorse il mercato riprenderà a crescere grazie soprattutto al notevole incremento dei ricavi da pay-TV e al parziale recupero, inferiore nel 2022 ai valori del 2019, della pubblicità.
Ciò è reso possibile dall’esplosione dei servizi di BBTV, dall’ingresso di Sky come operatore di rete e soprattutto dallo SVOD, che registrerà un CAGR del 31,3% nel periodo considerato.
Sky, Mediaset e Rai pur rimanendo dominanti nel complesso (oltre ¾ del totale insime), cederanno però quote consistenti agli Altri Operatori, che raggiungeranno quasi 2 mld di euro di ricavi. Mediaset in particolare, pur raccogliendo oltre la metà degli investimenti pubblicitari, appare ormai come un operatore sempre meno rilevante, con ricavi inferiori al 20% del totale.
Sky si conferma il principale attore sul mercato, ma in flessione, in conseguenza dell’esplosione dei servizi di VOD da parte di nuovi agguerriti concorrenti, nonostante il rafforzamento della propria strategia di operatore convergente, triple play nella fibra.
In conclusione, dal rapporto ITMedia Consulting di quest’anno emerge come i consumatori italiani, oggi, anche a seguito della pandemia e dei nuovi pattern di consumo da essa accentuati, guardino la nuova televisione in digitale con una maggiore consapevolezza dei diversi modelli di offerta, lineari e non lineari.
La TV tradizionale, broadcast, avverte ormai la presenza incombente e molto dinamica dei servizi di streaming online, dove si stanno concentrando le strategie di importanti operatori internazionali, attraverso le nuove modalità di fruizione di contenuti non lineari SVOD nella broadband TV e dove anche l’operatore principale Sky sta trasferendo le proprie energie e sviluppando i nuovi modelli di business.
Gli operatori che si basano solamente su modelli consolidati sono dunque penalizzati: la crescita, significativa, dei nuovi entranti, mostra come questi siano in grado di sfruttare più degli altri le opportunità offerte dall’evoluzione tecnologica e dalle mutate esigenze della domanda, traducendole in un’offerta appetibile al pubblico, sempre più orientato verso una fruizione personalizzata, multipiattaforma, multischermo, anche in mobilità.
In questo contesto, di grande trasformazione, nel corso del 2020 si è assistito al realizzarsi di numerosi eventi (vedi sotto) che stanno modificando alle fondamenta l’intero assetto televisivo: ciò che emerge è un grande processo di ristrutturazione e sviluppo di nuovi business model, destinati a riconfigurare e a far cambiare pelle nei prossimi anni all’intera industria televisiva nazionale.

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