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Gubitosi (Tim): sbagliato ritardare chiusura digital divide; limitata propensione a nuovi strumenti tecnologici potrebbe causare esclusione sociale

“Per quelli che pensano che la Puglia è piatta dico che la seconda regione in cui si chiuderà il digital divide sarà una regione molto montagnosa (e non è Val d’Aosta) per cui daremo l’annuncio presto”.

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Luigi Gubitosi (Foto ANSA/CLAUDIO PERI)

Così l’amministratore delegato di Tim Luigi Gubitosi ribadisce che entro la fine dell’anno la regione sarà connessa al 99,6%.

“Ma diamo per scontato che il digital divide sia chiuso; lo darei per scontato, sarebbe molto sbagliato se lo si ritardasse o che cio’ non avvenisse” spiega Gubitosi partecipando ai dialoghi italo-francesi promossi dalla Luiss.

“Quando si parla di formazione è evidente un trend: le competenze informatiche che tuttora sono possedute da una parte ridotta della popolazione sono ormai competenze digitali di base, un po’ come oggi la seconda lingua, che è ritenuta la base per avere un lavoro interessante” prosegue Gubitosi. “Una limitata propensione a nuovi strumenti tecnologici nei prossimi anni potrebbe essere una causa di esclusione sociale” avverte.

La cittadinanza nella “più ampia accezione del termine passa anche attraverso l’educazione al digitale: privacy, codici di condotta, uso consapevole dei social network e attenzione alle fake news “, che sono “alcune delle competenze di base di cui la popolazione dovrà rapidamente dotarsi” spiega Gubitosi.

E su questo tema della formazione “l’impegno di Tim è altissimo attraverso l’operazione Risorgimento digitale che ha oltre 20 partner” conclude l’Ad della società.