Open Fiber, Starace: ha spinto il digitale nel Paese, bene sfoci in rete unica. Enel monetizzerà in linea con suo interesse

“Non diventeremo un operatore di telecomunicazoni, l’abbiamo sempre detto, gestiremo infrastrutture come sempre. Di conseguenza vogliamo monetizzare non appena vediamo l’opportunità in linea con il nostro interesse”. Dopo la presentazione del piano strategico di Enel, l’ad Francesco Starace ha fatto il punto della situazione per Open Fiber.

“Siamo partiti con Oper Fiber che prima aveva il nome di Enel Open Fiber notando che c’era un’assenza totale di incumbent nello spazio della cablatura con la fibra ottica. Abbiamo sviluppato un modello originale, operatore puramente di whole sale, in 4 anni più che raddoppiato la capacità e oggi vediamo la possibilità di monetizzare questo valore che è stato creato”, ha detto Starace. “Vogliamo replicare questo modello in altre parti del mondo dove vediamo condizioni analoghe o assimilabili”.

Francesco Starace (Foto ANSA)

Il manager ha parlato anche della lettera inviata dai ministri Gualtieri e Patuanelli sulla Rete Unica. “Ci rafforza sulla nostra decisione del fatto di aver fatto bene a far partire di Open Fiber. Se non ci fosse stata Open Fiber, non ci sarebbe neanche da parlare della rete unica, ci sarebbe già una rete unica che è quella che avevamo, cioè una rete che non portava fibra da nessuna parte”.
Open Fiber, ha rimarcato Starace, “finalmente ha fatto muovere anche l’Italia nel campo digitale e siamo contenti che questa cosa finalmente porti a una nuova rete unica che non è quella di prima ma a una rete unica aperta di tutti e che non abbia un controllo verticalmente integrato nelle mani dell’operatore incumbent come la lettera ha sottolineato”. “In un certo senso, ha chiosato, la lettera ci ha confermato su quello che abbiamo fatto e su quello che stiamo facendo per facilitare il percorso”.

Starace ha parlato anche della possibilità che Enel esca da Open Fiber. “Se il prezzo è giusto e le condizioni sono quelle giuste, perché no?”, ha commentato. “Noi vediamo generazione di valore quando la nostra attività non è più giustificata. Si può dibattare se questo sia il caso di Open Fiber. Noi crediamo che sia una buona opportunità di valore. Se dovessimo decidere di vendere, venderemmo subito, venderemmo e basta”, ha detto ancora. “Non capisco cosa potrebbe significare una vendita parziale. Abbiamo sempre detto che ad un certo punto la nostra missione si sarebbe conclusa e avremmo monetizzato il valore generato. Open Fiber ha generato un valore enorme. Senza Open Fiber, l’Italia sarebbe all’ultimo posto della classifica europea. Ecco perché tutti parlano di Open Fiber, perché ha fatto una cosa incredibile”.
Qualora si verificasse questo scenario, il controllo statale “viene esercitato attraverso Cdp, che è l’altro azionista”, ha chiarito ancora. “Nel caso di uscita, Cdp dovrà assumere il controllo operativo dell’asset”.

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