Web tax, linea dura della Francia: pronta attuazione per il 2020, nonostante le minacce americane

La Francia applicherà la web tassa sulle grandi aziende del settore digitale nel 2020. Lo ha confermato il Ministero dell’Economia, nonostante le minacce degli Stati Uniti di applicare tariffe sui prodotti francesi per un valore di 1,3 miliardi di dollari. “Alle società soggette a questa imposta è stata notificata l’imposta sui pagamenti per il 2020”, ha fatto sapere a France Presse la stessa fonte, ricordando come la novità interessi le grandi multinazionali di Internet, le GAFA (Google, Amazon, Facebook, Apple).

Bruno Le Maire, ministro dell’economia francese (Foto Ansa)

La mossa francese rischia di intensificare la lotta su come far pagare alle multinazionali tecnologiche americane una quota maggiore delle loro tasse nei paesi in cui operano. Secondo la legge dell’Unione Europea, le aziende americane possono dichiarare i loro profitti da tutto il blocco in un unico Stato membro – nella maggior parte dei casi in giurisdizioni a bassa imposizione fiscale come l’Irlanda o i Paesi Bassi.

Sotto la pressione di una linea più dura, la Francia ha emanato la sua imposta digitale nel 2019, che prevede un prelievo del 3% sui profitti derivanti dalla fornitura di vendite online a rivenditori terzi, così come sulla pubblicità digitale e la vendita di dati privati. Ma Parigi aveva cercato di raggiungere un accordo con l’amministrazione Trump per sospendere la tassa, cercando nel contempo un accordo globale sulla tassa digitale sotto l’egida dell’Ocse. Ciononostante Trump aveva annunciato dazi punitivi del 25% su prodotti francesi del valore di 1,3 miliardi di dollari, tra cui i rinomati cosmetici e articoli di pelletteria.

Lo scorso mese di ottobre, peraltro, l’Ocse ha riconosciuto che quest’anno non raggiungerà un accordo su un nuovo standard globale per la tassazione delle imprese digitali come sperato, soprattutto a causa dell’opposizione degli Stati Uniti alle proposte avanzate.

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