Rai, bufera su ‘Detto Fatto’. Salini: episodio gravissimo; Borioni: opposto al Contratto di Servizio; Laganà: sanzioni ai responsabili

“Un episodio gravissimo, che nulla ha a che vedere con lo spirito del Servizio Pubblico e con la linea editoriale di questa Rai. Ovviamente ho avviato un’istruttoria per accertare responsabilità e stiamo facendo valutazioni sul futuro di questo programma”. Lo dice l’ad Rai, Fabrizio Salini, sulla vicenda di Detto Fatto.

 

“Ieri a ‘Detto Fatto’, tra l’altro alla vigilia della Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne’ una scenetta ammiccante, inutile e volgare che propinava un modello di donna inqualificabile. Basta! Serve l’immediato intervento del presidente della Rai e dell’amministratore delegato al quale chiedo poi se sia questa la linea editoriale scelta, che, di fatto, è l’opposto di quanto chiede al Servizio Pubblico il Contratto Rai-Mise”.

Rita Borioni (Foto ANSA)

Tuona così la consigliera Rai Rita Borioni parlando con l’Adnkronos a proposito di quanto andato in onda ieri su Rai2 durante la trasmissione ‘Detto Fatto’ quando Emily Angelillo, la nuova tutor presentata da Bianca Guaccero, passeggiando sinuosamente portava il carrello della spesa per mostrare alle donne come sia possibile farlo disinvoltamente con il tacco 12, spingendosi poi a prendere i prodotti sugli scaffali più alti alzando il ginocchio in modo “intrigante”. “Mi domando – aggiunge Borioni- quale sia l’utilità di proporre una cosa del genere, non divertente, non ironica, non utile e quindi volgare – ribadisce – basata su un immaginario del corpo femminile da film di serie C, oltre che piena di vecchi stereotipi. Una scenetta al supermercato pensata peraltro da gente che evidentemente non c’è mai andata, tanto da immaginare che si possa fare la spesa coi calzoncini, il tacco 12 e la pancia scoperta, cercando di ‘cuccare’, come dice Guaccero, tra l’altro in tempi di Covid”.

UNO DEI TANTI SOCIAL SULLA VICENDA

 

Riccardo Laganà (foto Ansa)

 

“Durante ricorrenze così sentite come la Giornata Internazionale per l’eliminazione della violenza sulle donne, Rai programma dei palinsesti specifici per trattare ampiamente il delicato tema con rilevanti spazi di approfondimento. Tutto questo lavoro è stato purtroppo oscurato, con enorme danno di immagine per tutta la concessionaria di Servizio Pubblico, dalla produzione di Rai2 ‘Detto Fatto’ nella quale autori, responsabili editoriali e società di produzione non hanno avuto meglio da fare che proporre un penoso siparietto decisamente contrario a codice etico e contratto di servizio”. Lo dice all’Adnkronos il consigliere Rai, Riccardo Laganà, formulando un auspicio: “Spero che passata l’indignazione del momento e le scuse di rito non si archivi come al solito tutto in attesa del prossimo scivolone editoriale”. “Il programma è un appalto parziale tra Rai e una nota società di produzione – evidenzia Laganà – come consigliere di amministrazione chiedo sanzioni per i responsabili e l’applicazione delle penali auspicabilmente presenti in contratto. Nel frattempo – conclude con amarezza – chiedo scusa a tutte le donne e uomini che si aspettano da Rai Servizio Pubblico il rispetto pieno del contratto di servizio”.

Tra i tanti commenti indignati c’è anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio con delega all’Editoria Andrea Martella, che interpellato al telefono dall’ANSA dice: “Forse occorrerebbe un tutorial non su come fare la spesa ma su come fare servizio pubblico non calpestando il valore e la storia della Rai”.

Intanto, secondo quanto segnala AdnKronos, anche la Commissione di Vigilanza Rai è intervenuta sulla vicenda per stigmatizzare quanto accaduto. In particolare, spiega l’agenzia, l’Ufficio di Presidenza della Bicamerale, accogliendo una proposta del presidente Alberto Barachini, ha deciso all’unanimità di inviare una missiva ai vertici Rai ricordando le parole del presidente della Repubblica Sergio Mattarella sulle donne, evidenziando quanto previsto dal Contratto di Servizio Rai-Mise, respingendo e condannando con nettezza gli stereotipi usati alla trasmissione di Rai2 sulla donna. In questa occasione è stata anche avanzata l’ipotesi di chiamare in audizione il direttore della rete Ludovico Di Meo.

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