Sustainability Day Acea: dalla crisi devono nascere opportunità di sviluppo

Nuovi modelli di sviluppo, una governance in grado di pianificare e progettare in tempi brevi e una diversa sensibilizzazione degli utenti che devono diventare soggetti attivi. Sono le esigenze prioritarie emerse dalla seconda edizione del Sustainability Day di Acea dal titolo ‘Infrastrutture e next city: le opportunità da una crisi’, tenuto quest’anno in modalità completamente digitale.

Tre le sessioni previste, moderate dalla giornalista Mia Ceran.
Ad aprire i lavori Micaela Castelli, presidente di Acea che ha immediatamente indirizzato il confronto verso la concretezza. “Occorre passare dalla visione all’atto, un’azione che ci costringe a ripensare la sostenibilità per il nostro futuro”, ha detto Micaela Castelli, “il Green Deal europeo mette a disposizione 1.000 miliardi di euro in dieci anni che hanno come fulcro l’economia circolare che non si può fermare alla raccolta differenziata dei rifiuti. Quest’ultimo insieme a quello della risorsa idrica sono due ambiti fortemente impattati dagli aspetti ambientali, evidenziano l’urgenza di essere gestiti in un’ottica di sistema, di moltiplicazione del valore, condividendo la responsabilità con tutti gli attori. La crisi ci spinge ancor più a considerare la sostenibilità come guida di un nuovo modello di sviluppo per ripensare i territori con significativi investimenti a supporto delle infrastrutture. Ma per realizzare questa visione bisogna avere il coraggio di fare delle scelte nei tempi utili per ricavarne i benefici attesi”.

Micaela Castelli

 

Nella prima sessione il confronto si è tenuto su ‘Territori e reti per una resilienza trasformativa: comprendere la lezione Covid’. Resilienza e trasformazione sono risultate essere le parole chiave. “Occorre incidere sul modo di pensare e di lavorare perché è da lì che parte la vera trasformazione”, ha sottolineato Gabriella Chiellino, membro CdA e presidente Comitato Etico e Sostenibilità Acea, “nella nostra azienda questo tema educativo è partito dall’interno a cominciare dall’istituzione del premio “Innovatori per la sostenibilità” dedicato alle start up con i nostri collaboratori”. L’acceleratore di queste trasformazioni è senza dubbio il Covid. “Resilienza significa capire quali sono le fragilità per poter intervenire, la pandemia si è trasformata in emergenza proprio perché avevamo delle criticità che sono state messe allo scoperto”, ha detto Filomena Maggino, presidente della Cabina di regia Benessere Italia, “l’Agenda 2030 va vista in una visione più ampia che è quella del benessere del paese. La rigenerazione eco-sostenibile dei territori deve andare oltre una riqualificazione urbana e un intervento urbanistico ma deve essere anche sociale”. In attesa del 1° gennaio quando sarà operativo il Cipes che dovrebbe essere il braccio operativo della nuova governance, le problematiche sono tante.
“Il nuovo modello di sviluppo deve avere una dimensione non solo economico-ambientale ma anche sociale, occorre una programmazione strategica per aumentare la resilienza trasformativa”, ha sottolineato Enrico Giovannini, portavoce Alleanza Italiana per lo Sviluppo Sostenibile, anticipando la presentazione del Rapporto sui territori prevista per il prossimo 15 dicembre, “il Governo sta mettendo a punto le sue strategie, le regioni le loro, le aree metropolitane altre ancora. Saranno in grado di incontrarsi?”.
Le istituzioni avranno, inevitabilmente, un ruolo centrale. “La pandemia ha consegnato una condizione di stabilizzazione dell’emergenza che non sarà episodica: contenimento, risparmio, adattamento, mitigazione e recupero saranno le direttrici”, ha affermato Roberto Morassut, sottosegretario Ministero dell’Ambiente e della tutela del territorio e del mare, “stiamo portando avanti azioni di riforma normativa con il Collegato ambientale legato alla Legge di bilancio. Così come è necessaria una revisione organica del Testo Unico per l’Ambiente che risale a quindici anni fa”.

Giuseppe Gola

L’esigenza di sburocratizzazione è diventata ancora più centrale nella seconda sessione dei lavori, quella dedicata alle ‘Visioni strategiche per un futuro sostenibile’. “Acea, come primo operatore idrico in Italia, può svolgere un ruolo di rilievo in questo ambito, soprattutto nel Centro-Sud Italia, dove è necessario recuperare il divario infrastrutturale per una migliore gestione della risorsa a vantaggio dell’ambiente e della collettività”, ha dichiarato Giuseppe Gola, Amministratore Delegato del Gruppo, “Ma anche il più ampio piano di interventi non sarà tuttavia totalmente efficace se parallelamente non si innesterà un cambiamento culturale. Un nuovo approccio, orientato all’efficienza e a un alleggerimento della burocrazia che garantisca tempi certi e rapidi deve, infatti, essere necessariamente parte della strategia del nostro Paese e dell’Europa, in quanto essenziale alla messa a terra delle azioni da realizzare”. Quel settore idrico che sembra essere un passo avanti in chiave Recovery Fund. “La deadline per la presentazione dei progetti sarà la prossima primavera, da parte nostra abbiamo già fatto una ricognizione di opere per circa 10 miliardi di lavori”, ha ammesso Andrea Guerrini, componente del Collegio Arera, “sarebbe auspicabile un intervento del Governo, laddove necessario anche con commissariamenti, per provare a evitare quello spezzatino di aziende che erogano il servizio al Sud che contribuiscono a frammentare la filiera”. Quello che ci si auspica anche nell’ambito de trasporti. “Abbiamo una differenziazione di situazioni di partenza e di strategie che devono comunque portare a risultati omogenei”, ha specificato Paola De Micheli, Ministro Infrastrutture e Trasporti. “È necessario cambiare il modo di prendere le decisioni: trasparenza di metodo e coinvolgimento dovrebbero diventare le nuove linee guida”, ha sintetizzato Carlo Cici, Head of Sustainability Practice the European House – Ambrosetti.

Infine, la terza sessione, dedicata ai progetti a cominciare dal raddoppio dell’acquedotto del Peschiera, a Roma, ancora in fase di progettazione. In ottica di waste transition, Acea ha presentato la nuova release dello ‘Smart Comp’, un mini-impianto che trasforma in compost i rifiuti organici nel luogo in cui sono prodotti e la tecnologia “Plastic to Methanol” che consente di ricavare metanolo dalle plastiche non recuperabili; nell’ambito della transizione energetica, invece, occhi puntati sul piano di sviluppo per la mobilità elettrica che prevede l’installazione di oltre 2.200 colonnine di ricarica entro il 2024 e il progetto ‘PlatOne’, che abilita meccanismi di flessibilità energetica e un approccio di gestione alla rete elettrica, in grado di garantire maggiore stabilità e resilienza. Il Gruppo sta anche lavorando anche a un innovativo modello gestionale in grado di ottimizzare i flussi idrici, salvaguardando l’acqua e prevedendo in anticipo la disponibilità della risorsa.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Musk: Tesla vicina al fallimento 7 volte ed è stato difficile trovare investitori, ma ora andiamo bene

Musk: Tesla vicina al fallimento 7 volte ed è stato difficile trovare investitori, ma ora andiamo bene

Colao: Innovazione è fondamentale, ce la faremo ma bisogna semplificare. Il Pnrr è debito, serve un lavoro di lungo periodo

Colao: Innovazione è fondamentale, ce la faremo ma bisogna semplificare. Il Pnrr è debito, serve un lavoro di lungo periodo

TOP 100 BRAND ONLINE iscritti ad Audiweb nel GIORNO MEDIO. A luglio sempre in vetta ilMeteo, Libero e Corriere della Sera

TOP 100 BRAND ONLINE iscritti ad Audiweb nel GIORNO MEDIO. A luglio sempre in vetta ilMeteo, Libero e Corriere della Sera