Bug nelle misurazioni adv di Facebook. Il social propone dei rimborsi, ma non convince gli inserzionisti

Facebook sta offrendo milioni di dollari in crediti ad alcuni inserizionisti, dopo aver scoperto un bug nello strumento che misura l’efficacia degli annunci pubblicitari che ad esempio spinge gli utenti a scaricare un’applicazione o ad acquistare un prodotto.

Nello specifico, secondo quanto riferito dalla società agli inserzionisti, il ‘Conversion Lift’ del social network avrebbe sovrastimato la performance di alcune campagne pubblicitarie per 12 mesi, alterando i dati che gli operatori pubblicitari utilizzano per decidere quanto denaro spendere con la società.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

Non è la prima volta che Facebook segnala un problema nei sistemi che utilizza per misurare le campagne pubblicitarie sebbene sia poco probabile che vada a intaccare le entrate pubblicitarie del social, l’ultima gaffe del social ha danneggiato la fiducia degli advertiser nelle metriche dell’azienda, in un momento in cui molte imprese stanno affrontando la pandemia, cercando di tagliare i costi e di assicurarsi che la spesa pubblicitaria funzioni.

E la risposta all’iniziativa di Menlo Park non ha riscosso particolare entusiasmo. “Siamo cercando di comprendere quanto l’errore abbia danneggiato gli investimenti dei clienti prima di accettare i crediti”, hanno detto da Omd. “Non è una soluzione così facile”, ha dichiarato il ceo Florian Adamski, precisando che “non basta pagare un paio di migliaia o un milione di dollari ed è finita. Questo va molto più in profondità e dobbiamo scoprire come rimediare al danno fatto e assicurarci che non accada di nuovo”.

La questione è particolarmente rilevante per alcune categorie come quella della vendita al dettaglio, dove i marketer spendono dal 5% al 10% in più su Facebook e altri canali pubblicitari incentrati sulle prestazioni per recuperare gli affari persi durante le prime fasi della pandemia.

L’offerta dei crediti di Facebook si estende agli inserizionisti che hanno usufruito dello strumento nel periodo in cui l’errore non era stato rilevato, ovvero dall’agosto del 2019 ad agosto del 2020. “Mentre apportavamo miglioramenti ai nostri prodotti di misurazione, abbiamo riscontrato un problema tecnico che ha avuto un impatto su alcuni test di incremento delle conversioni”, ha dichiarato un portavoce di Facebook in un’email. “Abbiamo risolto questo problema e stiamo lavorando con gli inserzionisti interessati dall’errore”.

Facebook, che ha riferito di aver corretto l’errore a settembre, ha informato gli inserizionisti del bug solo questo mese, secondo una nota inviata ai clienti. Adesso la società sta calcolando l’ammontare dei crediti dovuti ai clienti sulla base di un’analisi che mostrara quanto l’errore possa aver influito negativamente sugli investimenti effettuati durante il periodo successivo allo studio.

Alcuni acquirenti di annunci, tuttavia, stanno mettendo in dubbio anche l’analisi che il social network sta effettuando per determinare il compenso degli inserzionisti, criticando il gigante della tecnologia per non essere abbastanza trasparente nel modo in cui determina chi riceve i crediti pubblicitari e come viene calcolato il compenso, nonché i dettagli sui provvedimenti Facebook sta adottando per garantire che tali errori non si ripetano in futuro.

 

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