Annunziata invita Morra a Mezzora in più ma la pax tra Rai e presidente antimafia M5S non scoppia. Anzi…

Il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra, è stato ieri il secondo ospite nell’agenda di ‘Mezzora in più’. Prima di lui, da Lucia Annunziata, nel programma del primo pomeriggio sulla terza rete Rai, c’era stato il Commissario europeo per l’economia, Paolo Gentiloni, interrogato dalla conduttrice sulle dinamiche e gli schemi con cui il governo italiano si dovrebbe organizzare per gestire i fondi europei per la ripresa post Covid.

Poi la vera chicca della giornata, il passaggio in tv di Morra, il senatore del movimento Cinque Stelle, presidente della Commissione antimafia, al centro di un durissimo confronto politico e ‘televisivo’. Cuore della polemica, le dichiarazioni in Parlamento di Morra sull’arresto del presidente del consiglio regionale della Calabria, Domenico Tallini e, soprattutto, sulla scelta dei calabresi di votare ‘comunque’ la ora defunta Jole Santelli come presidente della Regione Calabria, nonostante fosse noto avesse una grave malattia oncologica.

Sul versante politico, conseguenza immediata, dopo l’intervento di Morra, era stata la protesta di Lega e Forza Italia, corredata dalla richiesta di dimissioni di Morra, con i membri dell’opposizione presenti in commissione antimafia che hanno scelto l’Aventino per paralizzarne i lavori. Anche sul fronte televisivo, la vicenda ha creato un pasticcio senza precedenti. Il senatore infatti, venerdi scorso, 20 novembre, doveva essere ospite della trasmissione di Rai3 ‘Titolo Quinto’.  I vertici del servizio pubblico, però, che evidentemente già si immaginavano le reazioni, il fuoco nemico ma anche quello ‘amico’, ma fino ad un certo punto, di una parte del Pd, hanno deciso all’ultimo momento, quando Morra era già microfonato, di non farlo partecipare alla trasmissione. Morra così ha denunciato la “censura” subita, per lui inaccettabile e fuori luogo.

Per cercare di spegnere le polemiche, i vertici della Rai hanno evidentemente pensato a un invito pacificatorio in una delle trasmissioni politiche più autorevoli e indipendenti della Rai, ‘Mezz’ora in piu’ di Lucia Annunziata.

E ieri, domenica 29 novembre, doveva esserci il chiarimento. Ma se le intenzioni erano quelle di porre le basi per una pax ‘romana’ allargata e trasversale, l’obiettivo è fallito. La trasmissione dell’Annunziata, per converso, è stata televisivamente godibile, proprio per i tanti momenti di imbarazzo e le sorprese che l’hanno costellata. Per Morra le cose non sono andate come avrebbe voluto. In collegamento, oltre tutto c’era anche Alessandro Sallusti, direttore del Giornale, temibile punta di diamante del giornalismo di centro destra e antipatizzante dichiarato dei cinquestelle.  La trasmissione è iniziata replicando il video postato sui social da Morra per spiegare di nuovo, dopo il discorso in aula secondo lui equivocato, il suo pensiero sul caso Santelli: nuove dichiarazioni che però avevano provocato altre polemiche.

Annunziata presentandolo ai telespettatori ha chiesto al senatore: “Questo invito chiude la vicenda riguardante la sua censura?”. E poi ha letto un documento ufficiale, un mea culpa mai visto di Viale Mazzini, in cui testualmente si dice: “La Rai si scusa con il presidente della commissione parlamentare antimafia, senatore Nicola Morra, per le modalità con cui è stata rinviata la sua partecipazione alla puntata di Titolo Quinto del 20 novembre scorso. Ribadendo che si è trattato di errori dovuti alla concitazione di quelle ore, la Rai rinnova le sue scuse”.

Ma qualcosa non è andato comunque come il senatore cinquestelle si aspettava. Morra, si è inalberato per l’avvio del confronto, che secondo lui tornava a metterlo sotto processo: “Io francamente continuo a rimanere molto perplesso – ha detto l’ospite – e credo che la televisione abbia un enorme potere deformante e che anche questa trasmissione lo dimostra e lo dico in diretta e glielo dico in faccia. Perché io sono venuto qua in seguito a una contrattazione con il dottore Di Mare per porre fine ad un problema che è insorto causa ‘concitazione’ (questo lei ha appena detto), perché è stato impedito a un rappresentante del Parlamento, che potrebbe anche aver sbagliato, di poter essere sottoposto, dai giornalisti presenti, a un’interrogazione/interrogatorio, che avrebbe potuto distruggere quel rappresentante del Parlamento. Se poi al contrario dobbiamo tornare al processo a Nicola Morra, io allora non ci sto e potrei anche alzarmi e andarmene”. Solo dopo ulteriori rassicurazioni e dopo avere a lungo spiegato le proprie ragioni, Morra è sembrato accettare le scuse ufficiali della Rai. “Io sono venuto qua perché si doveva chiudere una partita. Io voglio chiudere quella partita” ha detto il senatore.

Ma a infrangere la parvenza di pax raggiunta in quel momento è arrivato l’intervento di Sallusti, che ha accusato Morra di avere un’idea scorretta del servizio pubblico televisivo, stigmatizzando i toni e i modi aggressivi usati in trasmissione ‘contro’ Annunziata. Lasciando intendere che, secondo lui, non c’erano affatto le condizioni per fare sbloccare le attività della commissione antimafia e l’eventuale ritiro della richiesta di dimissioni dello stesso Morra.  Annunziata, quel punto, con un Morra visibilmente perplesso, ha detto che il tempo a disposizione per quella porzione del programma era ampiamente scaduto e doveva passare all’intervista di Barbara Stefanelli, vicedirettore vicario del Corsera.

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