Web tax: anche il Canada pensa a imposte per i colossi digitali

Non solo l’Europa, con la Francia in prima linea. Anche il Canada sta pensando alla web tax per le società che forniscono servizi digitali. Lo segnala Reuters riprendendo quanto affermato dal ministero dell’economia del Paese.L’imposta, a partire dal primo gennaio 2022, dovrebbe restare in vigore fino a quando a livello internazionale non verrà presentato quello che viene definito un “approccio coordinato” in materia di tassazione. Secondo le previsioni, la nuova tassa potrebbe aumentare le entrate fiscali di 3,4 miliardi di dollari canadesi, pari a 2,6 miliardi di dollari, in 5 anni.

Chrystia Freeland (Foto Ansa – EPA)

Da diversi mesi l’Ocse – non senza difficoltà – sta lavorando a una linea comune per garantire che i colossi del web come Google e Facebook paghino la loro quota di tasse.
Il Canada si è detto preoccupato per i ritardi sul raggiungimento di un accordo, mentre dall’amministrazione Trump sono arrivate spesso minacce di ritorsioni in risposta alle decisioni di agire dei singoli paesi.

“I canadesi vogliono un sistema fiscale equo, in cui tutti paghino la loro giusta quota”, ha detto ai legislatori il ministro delle finanze Chrystia Freeland. “Il Canada agirà unilateralmente, se necessario, in modo che le multinazionali digitali paghino la loro parte, proprio come qualsiasi altra società che opera in Canada”.

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