Coraggio e determinazione in prima linea. GE Healthcare racconta l’impegno della sanità contro il Covid

Storie di determinazione, coraggio e innovazione, con protagoniste milioni di persone impegnate in tutto il mondo per affrontare la pandemia di Covid-19. E’ l’idea al centro di ‘Healthcare @ Work – On the frontlines’, una serie di videodocumentari con cui GE Healthcare, divisione medicale di General Electric, ha deciso di raccontare i suoi sforzi tra Stati Uniti, Asia, Africa ed Europa, con l’Italia in prima linea.

Pubblicato in una sezione ad hoc del portale dell’azienda Gehealthcare.com e su Linkedin, il progetto è realizzato in collaborazione con Mikey Kay, giornalista e videomaker con un passato come pilota dell’aviazione britannica, e si presenta suddiviso in due stagioni, con una terza in lavorazione.
La prima, intitolata ‘A Journey of Courage, Kindness, and Innovation’ (‘Un’avventura di coraggio, gentilezza e innovazione’), vede il corrispondente salire a bordo di un camper per un viaggio attraverso gli Stati Uniti e non solo. Nel corso dei 42 episodi, Kay oltre a visitare alcuni dei luoghi più significativi degli Usa – dalla fabbrica di ventilatori polmonari di GE Healthcare a Madison, nel Wisconsin, fino all’ospedale da campo di Chicago – intervista esperti e lavoratori tra Asia, Africa ed Europa, raccogliendo non solo evidenze scientifiche sulle caratteristiche della malattia o sulla sua diffusione globale, ma soprattutto testimonianze dirette da parte delle persone che hanno continuato a compiere il proprio dovere per dare un contributo.

La seconda stagione della serie, ‘A tale of two worlds’ (‘Un racconto di due mondi’), si concentra sull’Europa e in particolare sull’Italia. Dalla Finlandia, con le visite allo stabilimento produttivo dei monitor GE Healthcare e l’Innovation Center cittadino, con un passaggio ‘virtuale’ a Madrid, per poi arrivare in Lombardia, tra le Regioni più colpite a livello europeo. A Milano la visita ad alcune delle strutture che, spiega il gruppo “si sono trovate in trincea nei primi mesi dell’emergenza, trovandosi costrette a imparare sul campo come affrontare nel modo migliore la malattia”. Niguarda, Istituto Auxologico italiano, ma anche gli sforzi dei volontari della Croce Bianca. Il viaggio termina all’Azienda ospedaliero-universitaria di Bologna – Policlinico Sant’Orsola-Malpighi, affrontando anche l’impatto sulle donne in gravidanza, cercando di comprendere le implicazioni cliniche e psicologiche del virus in una fase della vita tanto delicata.

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