Allarme Snag. Nel primo semestre chiuse 1.410 edicole, drastica riduzione vendita quotidiani. Innocenti (SNAG): Se durante l’emergenza le edicole fossero rimaste chiuse, il settore sarebbe morto

“Affermare che la carta stampata deve rimanere il core business delle edicole non basta. Ben vengano i sostegni strutturali statali, regionali, locali all’intera filiera distributiva dei giornali, a partire anche dalle aziende editoriali, ma prima di tutto occorre puntare seriamente sulla qualità del prodotto principe messo in vendita.  E cioè sull’informazione professionale, di qualità, pluralista, sinonimo di credibilità e autorevolezza, contro le fake news e le manipolazioni. Ma l’informazione di qualità va pagata e non può reggersi in gran parte sul lavoro precario e sullo sfruttamento sistematico dei collaboratori. Dal Parlamento aspettiamo da anni l’approvazione della legge sull’equo compenso e l’abolizione delle collaborazioni coordinate e continuative che nascondono rapporti di vero e proprio lavoro dipendente. E gli editori non possono continuare, spesso e volentieri, a interpretare il rilancio del settore come sistematico taglio del costo del lavoro e ricorso continuo ad ammortizzatori sociali e risorse pubbliche in primis per i prepensionamenti. La questione occupazionale va messa al centro, sia quando si parla di edicolanti, distributori e di giornalisti. Noi siamo disposti a fare la nostra parte all’interno del sistema, e la stiamo già facendo, ma ora pretendiamo strumenti adeguati, formazione, tempi e carichi di lavoro compatibili con le nuove sfide, a partire da quella digitale, retribuzioni dignitose.”

Questo in sintesi l’intervento della segretaria regionale del Sindacato giornalisti Veneto, Monica Andolfatto, chiamata a rappresentare la Fnsi al Tavolo veneto della filiera editoriale, webinar organizzato con il Sindacato nazionale autonomo giornalai (Snag) dalla Confcommercio del Veneto, guidata da Patrizio Bertin.  Iniziativa ch eper la prima volta ha messo a confronto diretto tutti gli attori interessati: il Governo con il sottosegretario all’Editoria Andrea Martella, la Regione con la dottoressa Luisa Luise per conto dell’assessore allo Sviluppo economico Roberto Marcato, i comuni con il presidente dell’Anci Veneto e sindaco di Treviso, Mario Conte, gli edicolanti con il presidente nazionale Snag, Andrea Innocenti, i distributori con Piero Danioni, gli editori con i presidenti della Fieg Andrea Riffeser Monti e il vicepresidente della File (liberi editori) Samuele Bertuccio e i giornalisti con la Federazione nazionale della stampa italiana.

Dati editoria (2) (1) (1)

Qui di seguito il report  del sindacato veneto dei giornalisti.

La fotografia impietosa del settore  l’ha scattata in apertura dei lavori, il consulente legale di Snag, avvocato Dario De Vitofranceschi: nel primo semestre del 2020 a livello nazionale hanno chiuso 1.410 edicole che salgono a 2.027 se si includono anche i punti non esclusivi e la previsione di perderne un altro migliaio entro l’anno, si è assistito in media a un calo del 30% con punte del 70%, si è mantenuta la drastica riduzione della vendita delle copie dei quotidiani (al giorno oggi sono un milione e 200mila contro i quasi 8 milioni di 15 anni fa) con una dinamica dei prezzi che risulta la più stagnante nel contesto europeo. In Veneto in due anni è scomparso il 16% delle edicole e ora si è passati da un’edicola ogni 4mila abitanti a un’edicola ogni 4mila abitanti, ponendo anche qui il problema del potenziamento della capillarità della rete di vendita.

Da una parte quindi il plauso al Governo giudicato un unicum per le misure varate a sostegno delle edicole, dall’altro l’appello a potenziare le forme di sostegno all’intera filiera in crisi da ben prima della pandemia Covid.

 

PRESIDIO

Una filiera che non può esistere senza le edicole, ha sottolineato Innocenti, ricordando il sacrificio fatto dagli edicolanti che a rischio della loro salute hanno continuato ad assicurare il servizio anche nei mesi più critici sul fronte sanitario del lockdown, rappresentando specie nei paesi più sperduti, l’unico presidio territoriale presente. Resilienza e ripartenza sono le parole chiave per degli operatori commerciali che si mettono in gioco per fornire servizi aggiuntivi e innovativi che però vanno finanziati nell’ottica di una utilità sociale e collettiva.

SERVIZI

Conte ha richiamato al riguardo la sottoscrizione del protocollo Anci-Fieg, ribadendo quanto e come l’edicola non sia solo un punto vendita bensì un punto di riferimento sociale che va accompagnato e sostenuto nel suo trasformarsi in punto servizi (pagamento ticket sanitari prenotazione visite mediche e altro). Ma senza abbandonare la centralità della vendita della carta stampata perché l’informazione corretta è fra gli antidoti più efficaci contro la disinformazione: la notizia è fondamentale per uscire dalla pandemia.

SOCIALITA’

A sottolineare la socialità espressa dall’edicola è anche Bertin puntando sulle potenzialità insite per contribuire alla sburocratizzazione del lavoro dei Comuni e ricordando che va sorretta pure in questo segmento l’iniziativa giovanile per guardare al futuro.

EDITORIA 5.0

Anche per Martella la strada giusta da imboccare è quella di rafforzare il profilo di hub di servizi territoriali, assicurando l’impegno del governo a recuperare le risorse necessarie dall’Europa. Il sottosegretario inoltre ha elencato i diversi fronti su cui si sta agendo per mettere in sicurezza l’intera filiera a tutela dell’informazione di qualità e del pluralismo informativo: la digitalizzazione del Paese anche in ambito editoriale, il recepimento alla Camera della direttiva Ue sul copyright, la lotta alla pirateria, lo sviluppo tecnologico, gli incentivi agli abbonamenti digitali, l’aggiornamento professionale. Perché il settore dell’editoria 5.0 è cruciale dal punto di vista economico, occupazionale e del pluralismo democratico.

POLIFUNZIONALITA’

Concorde sul concetto di polifunzionalità dell’edicola pure la Regione. Concetto che è stato recepito, ha affermato Luise, una serie di azioni di politica attiva, fra cui il bando per i Distretti del commercio teso a rafforzare il legame tra aziende e pubblica amministrazione. In tale ambito si potrà valutare una sorta di premialità per lo sviluppo delle edicole intese quale elemento di vicinanza con il cittadino. Risalgono agli anni Novanta i primi bandi regionali che consentivano nei centri desertificati per lo più montani la creazioni di edicole che oltre a vendere giornali e periodici erogavano altri servizi.

LOOK

Alle edicole non bastano sussidi ma un sostegno strutturale per ripensare totalmente il proprio look e assecondare il cambiamento delle abitudini dei clienti. Riffeser Monti è convinto di questo: non si può essere attrattivi se i manufatti sono vecchi, danneggiati, vecchi. Così si rischia di far apparire “vecchio” anche il prodotto. Servono schermi tv, collegamenti digitali, offrire il caffè a un prezzo concorrenziale e se necessario anche la toilette. E se la gente ormai si fa portare tutto a casa ecco che il governo dovrebbe dare i fondi per assumere dei fattorini per il recapito dei giornali a domicilio. Uno zoccolo duro di lettori c’è lo dimostra ad esempio la tenuta delle vendite per abbonamento del Dolomiten e l’edicolante è il punto di riferimento per eccellenza.

PRESENZA

Mantenere la centralità della carta stampata è il mantra di Danioni, il più grande distributore indipendente in Italia: il modello vincente non è la trasformazione in bazar, bensì risulta fondamentale per la filiera migliorare l’efficienza e la presenza di vicinato dei punti vendita.

ORGOGLIO

Ha rivendicato con orgoglio l’importanza dei quotidiani locali Bertuccio, a partire dal suo La Voce di Rovigo, che nel periodo emergenziale hanno permesso il flusso di notizie continuo dal territorio. E riconosce la parte insostituibile ricoperta dalle edicole all’interno della filiera, consapevole però del fatto che il loro reddito non può arrivare dalla sola vendita della carta stampata.

A margine dell’tavolo sull’Editoria promosso dallo SNAG e dalla Confcommercio Veneto, nella giornata di ieri, alla Presenza del sottosegretario Andrea Martella, del Presidente FIEG Andrea Riffser e dei rappresentanti di tutta la filiera editoriale il Presidente SNAG Andrea Innocenti ha dichiarato “sono soddisfatto di questa occasione di confronto che lo SNAG ha promosso insieme a Confcommercio. Credo che il dialogo tra le Istituzioni e le componenti della filiera sia essenziale per affrontare i problemi e risolverli. Ho apprezzato molto l’intervento del Sottosegretario Martella: questo Governo rappresenta nei fatti un unicum. Mai le edicole avevano ricevuto così tanta attenzione. Mi sembra che le misure messe in campo siano notevoli e apprezzo che vi sia la consapevolezza dell’urgenza di interventi ulteriori.”

Ha poi aggiunto Se durante l’emergenza le edicole fossero state tutte chiuse, il settore sarebbe morto. Bisogna dire grazie al Governo che ci ha riconosciuto come servizio essenziale ma anche agli edicolanti che, a rischio della loro incolumità, hanno garantito ogni giorno il diritto all’informazione dei cittadini. Chiedo al Governo un potenziamento delle misure: mi riferisco a un bonus edicola anche per il 2021 e al rafforzamento del tax credit. Serve sostenere lo sviluppo tecnologico e l’informatizzazione delle edicole con il recovery fund e sburocratizzare consentendo alle edicole di vendere altro (mantenendo sempre la diffusione della stampa come core business). Bisogna poi implementare anche una rete nazionale di servizi con la P.A. Servono poi – ha concluso – contributi a fondo perduto per ristrutturare chioschi, negozi e arredi.”

Il Presidente Innocenti ha poi dichiarato “Le parole di Martella in merito alle prossime misure che il Governo vuole sostenere e sull’inclusione delle edicole nei programmi di innovazione tecnologica del recovery fund evidenziano in maniera inequivocabile che il Governo riconosce la rilevanza strategica delle edicole e vuole dare alla rete resilienza, offrendo anche la possibilità di ripartire”.

In merito alle proposte del Presidente FIEG Riffeser, Innocenti ha commentato “il Presidente Riffeser è sempre vulcanico. Parlare di consegne a domicilio e di rifacimento di 8.000 punti vendita può avere un senso ma servono margini e tanti fondi. Gli editori devono fare la loro parte. Non si può pensare che un edicolante possa assicurare la consegna a domicilio gratis. Mi sembra che il Sole24 ore per consegnare una copia con una delle più famose società di delivery chiedesse un sovrapprezzo di quasi il 40% del prezzo di copertina; Quanto al rifacimento dei chioschi penso che le edicole occupino gli angoli più belli d’Italia con un livello di prossimità eccezionale. Abbiamo delle grandi potenzialità ma dobbiamo aprirci anche alla vendita di altro per rimanere in equilibrio. Il rifacimento dei chioschi con display per la pubblicità o informazioni di pubblica utilità, lockers, distributori automatici di grocery, centraline per rilevamento inquinamento, hot spot, ATM, sistemi di illuminazione notturna o vigilanza, utilizzo di materiali ecocompatibili potrebbe portare anche ad una importante riqualificazione dei centri urbani ma questa innovazione passa attraverso i contributi di Stato, Regioni e Comuni anche attraverso i fondi europei.”

Ho apprezzato tutti gli interventi che hanno avuto una logica costruttiva, proposte molto interessanti sono venute dall’Anci Veneto e dalla Regione ed è mia intenzione cercare di promuovere un tavolo dedicato. Condivido assolutamente le parole di Conte (Presidente ANCI Veneto) e di Bertuccio (Vice Presidente File) sulla necessità di proteggere le edicole sul territorio garantendo loro fonti integrative di ricavi.” “Condivido anche l’esigenza che venga data dignità al lavoro di tutti i componenti della filiera, da chi scrive un pezzo a chi lo commercializza. Auspico una riflessione anche sulla politica di prezzo eccessivamente aggressiva seguita dall’editoria italiana. Perché in Italia i prezzi medi dei quotidiani e periodici negli ultimi anni sono aumentanti del 25% mentre in Germania gli aumenti sono stati del 55% e in Inghilterra del 65%?”

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Laterza: Rai è un editore e sul caso Fedez nessuna censura,  suo diritto fare scelte

Laterza: Rai è un editore e sul caso Fedez nessuna censura, suo diritto fare scelte

Annunziata: Rai è un editore, ma un editore pubblico e rappresenta lo Stato; innegabile l’incidente nel caso Fedez

Annunziata: Rai è un editore, ma un editore pubblico e rappresenta lo Stato; innegabile l’incidente nel caso Fedez

Bce, Lagarde: Creare un’unione del mercato dei capitali green. Il 60% europei a favore di una valuta digitale

Bce, Lagarde: Creare un’unione del mercato dei capitali green. Il 60% europei a favore di una valuta digitale