La Prima della Scala per la prima volta in diretta tv sulla Rai. Chailly: avventura straordinaria, spero sia un unicum

“È stata un’avventura da un lato straordinaria dall’altro talmente complicata da realizzare, vista la situazione, sia degli spazi sia per la quantità di musica e alternanza di artisti continua e costante. Questa serata è un unicum che mi auguro con tutto il cuore di non ripetere”. Lo ha detto il direttore dell’orchestra della Scala, Riccardo Chailly, durante la conferenza stampa della serata ‘A riveder le stelle’ del Teatro alla Scala.

Riccardo Chailly

Quindi ha concluso Chailly: “È stata un’esperienza straordinaria dal punto di vista acustico, abbiamo scoperto il cuore acustico del Piermarini, l’orchestra è al centro della grande volta. Purtroppo la grande assenza” è quella del pubblico, “i palchi completamente vuoti e il silenzio assoluto. Sono momenti di grande emozione ma si sente una grande mancanza”.

“È stato molto emozionante, la prima grande emozione è stata vedere questi grandi cantanti e gli altri che sono venuti. Ho avuto l’impressione che tutto il mondo dell’opera volesse darci una mano in segno di affetto alla Scala e all’Italia. I grandi artisti sono ambasciatori della bellezza e lo hanno fatto”, ha detto il sovrintendente della Scala, Dominique Meyer, durante la conferenza stampa prima della serata ‘A riveder le stelle della Scala’ che sarà trasmessa su Rai1 a partire dalle 17.

E sulla Rai: “Abbiamo cercato di fare di necessità virtù, trovando una situazione che potesse portare la più grande varietà di emozioni dalla musica, dalle immagini, dalla regia e dalla realtà aumentata. La Rai, nostro partner, si è comportata in modo straordinario. Rai cultura è stata qui giorno e notte, faceva parte della squadra della Scala, non ho notato alcuna differenza con i colleghi del teatro. Grazie a loro avremo una copertura mondiale – ha aggiunto Meyer – e spero che potremo di nuovo fare spettacoli ‘classici’ qui. Abbiamo bisogno del pubblico, l’opera lirica è fatto di gruppi e vogliamo essere insieme. Io ho voglia di sentire le emozioni con un pubblico di 2mila persone in sala ma in questo momento non serve a niente lamentarsi. Abbiamo voluto trovare una soluzione che esca dall’ordinario e spero sia così”.

“Ho la testa piena di immagini – ha sottolineato ancora Meyer – ma aspetto a vedere lo spettacolo completo. Spero che andrà bene. È complicato, ci sono tanti rischi e motivi per cui si può sbagliare lo spettacolo. L’opera è una cosa bella e fragile, soprattutto in questo periodo”. Quindi ha aggiunto: “Ci sono tutte le arti sul palcoscenico, ho paura di ogni dettaglio. Sono qui da poco tempo, da un anno. Un anno con dei buchi, io ho auto il piacere di vedere che tutto il teatro ha dato tutto quello che poteva dare con entusiasmo adrenalina e volontà di fare bene senza misurare il tempo. Tutti avevano volontà di finire bene con l’emozione di fare lo spettacolo bene senza guardare l’orologio”.

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