Sostenibilità. Crescono in Italia le start-up innovative a vocazione sociale. Più della metà in Lombardia, Lazio, Veneto, Emilia e Piemonte

Un segnale positivo, in un contesto di fragilità economica, arriva nel 2020 dalle start-up innovative, che dal 2013 hanno registrato una crescita di 12 volte raggiungendo quota 12.014 (+10% nell’ultimo anno). In particolare, salgono a 267 le start-up innovative a vocazione sociale (Siavs), ovvero le aziende che offrono soluzioni alle esigenze più impellenti del terzo settore coprendo ambiti che vanno dalla healthcare all’education, dal wellness fino alla digital transformation: caratterizzate da una più marcata presenza femminile, di giovani under 35 e di personale altamente qualificato, le Siavs sono cresciute di 19 volte dal 2013 ad oggi.

CC0 Creative Commons (foto: Pixabay.com)

Soprattutto, hanno segnato un +19% nell’ultimo anno, sottolineando la necessità di soluzioni innovative che possano contribuire al superamento delle criticità sociali legate all’emergenza Covid-19. Un andamento positivo che viene confermato anche dal Tasso Annuo di Crescita Composto (Cagr) secondo il quale tra il 2013 e il 2020 le start-up innovative sono cresciute del 42%, mentre le Siavs del 52%.

È quanto sottolinea Cross Border Growth Capital, advisor leader in Italia per aumenti di capitale e operazioni di finanza straordinaria per start-up e Pmi, che ha analizzato i dati più recenti (aggiornati al terzo trimestre 2020 e rilasciati dal Ministero dello Sviluppo Economico) per mostrare il trend storico delle start-up innovative in Italia ed individuarne le caratteristiche principali.

Secondo l’analisi, il 60% delle start-up innovative si concentra in 5 regioni: Lombardia (28%), Lazio (12%), Veneto (8%), Emilia Romagna (8%) e Piemonte (5%). Oltre 3 start-up innovative su 10 sono basate a Milano, Roma e Torino, andamento dovuto probabilmente alla maggiore concentrazione di incubatori e acceleratori pubblici e privati. A livello di macro-settori di attività, i preferiti dalle startup-innovative sono Servizi (77%) e Industria e Artigianato (17%), andamento che si rispecchia anche nel sottogruppo delle startup-innovative a vocazione sociale: qui emerge un’alta concentrazione nel settore dei servizi (85%) mentre l’interesse per Industria e Artigianato diminuisce (9%).

Tra le attività più frequenti per le start-up innovative emergono Produzione Software (36%) e Ricerca Scientifica e Sviluppo (14%), seguiti da un 9% impegnato in Servizi d’informazione e Altri Servizi, mentre per il resto emerge una divisione frammentata ma caratterizzata da attività ad alta componente di specializzazione tecnica e know-how intangibile. La popolazione delle start-up innovative a vocazione sociale invece oltre a Produzione Software (17%) e Ricerca Scientifica e Sviluppo (14%) è più concentrata in settori specifici quali istruzione (10%), assistenza sociale (8%) e sanitaria (3%).

Secondo Cross Border Growth Capital, nel complesso le start-up innovative italiane mostrano ancora alcune difficoltà nel raggiungere una dimensione sostenibile. Quattro società su cinque impiegano infatti meno di 4 dipendenti (l’84% delle Siavs, a fronte dell’80% delle start-up innovative), mentre 2 società su 3 (il 66% delle Siavs contro il 61% delle start-up innovative) fatturano meno di 100mila euro. Inoltre, il 10,6% delle Startup Innovative fattura più di 500mila euro, contro solo il 4,9% delle Startup Innovative a Vocazione Sociale.

In particolare, l’analisi ha messo in evidenza come, nel secondo trimestre 2020, il fatturato medio di tutta la popolazione di start-up innovative fosse di 162.647 euro, a fronte di un valore mediano di 32.380 euro. Il che – sottolinea Cross Border Growth Capital – indica come siano poche le società grandi e solide. Tuttavia, si tratta comunque di cifre in costante crescita: nel secondo trimestre del 2019 il valore del fatturato medio era di 147.504 euro e la mediana di 27.635 euro; nel 2018 si parlava di 143.558 euro e di 29.713 euro mentre nel 2017 di 114.893 euro e di 21.948 euro.

Guardando ai team, le start-up innovative a vocazione sociale si contraddistinguono per un tasso maggiore di personale altamente qualificato (il 31% contro il 26% delle start-up innovative). Dall’analisi risulta inoltre come la forza lavoro delle Siavs conti più ‘quote rosa’: il 7% ha una presenza femminile esclusiva (rispetto al 3% dell’intera popolazione di start-up innovative), il 12% forte e il 4% maggioritaria. Percentuali che, secondo lo studio, si riflettono anche sulla presenza giovanile: il 10% delle Siavs vanta una presenza giovanile (under 35) esclusiva.

In generale, nel panorama delle start-up innovative italiane il commercio si rivela il settore più ‘giovane’ con una concentrazione esclusiva di under 35 nel 13% dei casi. All’opposto, in settori quali agricoltura, pesca, industria, e artigianato il personale è meno giovane, probabilmente a causa dell’importante componente di tradizionalità di processi e modelli di business.

“Un trend di crescita, specie nel settore socialmente strategico delle Siavs, che fa scorgere un futuro sempre più luminoso per le startup innovative italiane, dove l’imprenditoria giovane, e al femminile, gioca un ruolo fondamentale”, commenta Fabio Mondini de Focatiis, founder di Cross Border Growth Capital.

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Ex politico condannato per diffamazione e “concorso con ignoti” ai danni del Trio Medusa. “Sentenza storica; sui social non tutto è permesso”

Ex politico condannato per diffamazione e “concorso con ignoti” ai danni del Trio Medusa. “Sentenza storica; sui social non tutto è permesso”

Nasce Noovle, controllata Tim dedicata allo sviluppo del cloud in Italia, guidata da Mariarosaria Taddeo (presidente) e Carlo D’Asaro Biondo (ad)

Nasce Noovle, controllata Tim dedicata allo sviluppo del cloud in Italia, guidata da Mariarosaria Taddeo (presidente) e Carlo D’Asaro Biondo (ad)

Dal Pino resta presidente della Lega Calcio: Uniti rilanceremo la Serie A. L’ad De Siervo: Ingresso fondi è operazione straordinaria

Dal Pino resta presidente della Lega Calcio: Uniti rilanceremo la Serie A. L’ad De Siervo: Ingresso fondi è operazione straordinaria