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Di Mare: Rai3 rete con migliori performance autunnali. Il caso Morra? Nessuna censura

Rai3 è “la rete con le migliori performance autunnali”. Franco Di Mare, nel suo intervento introduttivo nell’audizione che lo vede protagonista stamattina in commissione di Vigilanza, ha colto “l’occasione per presentare la rete che sono stato chiamare a dirigere ad interim”.

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Franco Di Mare (foto ANSA/MAURIZIO BRAMBATTI)

“Autorevolezza e fiducia” sono per Di Mare le caratteristiche dietro il successo di Rai3, che “produce quasi tutto quello che manda in onda, oltre il 93%”. “Informazione, approfondimento, divulgazione” sono le parole chiave della proposta editoriale, ha spiegato Di Mare. Una proposta che paga, visto che se la platea televisiva con la pandemia “è cresciuta di circa un milione e 200.000 telespettatori”, “tanta parte di questo nuovo pubblico ha scelto Rai3”, ha detto Di Mare.

“I dati d’ascolto da quando abbiamo varato la nuova stagione sono eccezionali: registriamo miglioramenti del 10% nell’intera giornata rispetto allo scorso anno” e diversi punti in prime time. Rai3 è “saldamente al terzo posto” tra le reti generaliste, dopo Rai1 e Canale 5.

Convocato anche sulla scia delle polemiche sollevate da alcune puntate di ‘Report’, Di Mare ha sottolineato: “Su tutte le proposte della terza rete svettano ‘Che tempo che fa’ (con ospiti che vanno “da Anthony Fauci e Jane Fonda” e “con 750.000 spettatori in più rispetto all’anno scorso” quando era su Rai1) e ‘Report’ (“+2,68% rispetto all’anno scorso, +780.000 telespettatori”). Di Mare ha anche ricordato che Sigfrido Ranucci, ora anche vicedirettore di Rai3, sta lavorando anche a “Report Lab”, “laboratorio di formazione per giornalisti d’inchiesta che potrebbe dar vita ad uno spin off della trasmissione”.

Per quanto riguarda il caso creatosi intorno allo stop alla partecipazione di Nicola Morra, presidente della commissione Antimafia, al programma Titolo V del 20 novembre, dopo le sue controverse dichiarazioni su Jole Santelli, Di Mare ha detto: “è stata una scelta editoriale, legata all’impossibilità di avere un contrappeso, un contraddittorio in studio”, “non c’è stata censura, concetto che non appartiene alla mia vita professionale”. Di Mare ha anche chiarito che la lettera di scuse a Morra, letta poi successivamente da Lucia Annunziata a Mezz’ora in più, “è stata condivisa con l’ad Fabrizio Salini: le scuse – ha detto – erano dovute alle modalità inaccettabili con cui Morra è stato invitato a tornare indietro mentre era già seduto, con il microfono. Rivendico di avere chiesto scusa, non sono modalità degne”.

“Avevamo invitato Morra – ha detto Di Mare – non pochi minuti prima, non il giorno stesso, ma tre giorni prima a parlare di Calabria. A poche ore dalla messa in onda, Morra aveva rilasciato dichiarazioni che avevano suscitato la riprovazione generale, lo stesso M5s aveva stigmatizzato le sue parole: a quel punto, visto il complicatissimo meccanismo del programma, avremmo dovuto sfasciarlo senza avere la possibilità materiale di gestire una cosa del genere. Non c’era possibilità né di evitare a Morra la gogna mediatica, né di assicurare un equilibrio, un contraddittorio politico né della società civile, penso ai 4,5 milioni di malati di cancro che si sono sentiti offesi dalle sue parole”.
“Ricordo che alle 21.04 sono arrivate le parole durissime del presidente Casellati su Morra. Allora ho pensato di chiedergli un rinvio, attenzione, non di non parlare più, ma di rinviare la sua presenza. Sono scelte editoriali ordinarie nell’informazione, un direttore di giornale l’avrà fatto svariate volte nella sua vita senza essere accusato di censura”.

In un altro passaggio della sua audizione, Di Mare ha parlato anche di Bianca Berlinguer. “E’ stata più volte invitata da me a non rilasciare più dichiarazioni, in base anche alle indicazioni del codice interno, e non ha ascoltato: sono fortemente aziendalista e sono sicuro che i vertici sapranno cosa indicare alla signora Berlinguer sulla questione delle interviste”, ha spiegato, tornando sul caso dell’esclusione di Mauro Corona da #cartabianca e prendendo le distanze da alcune interviste rilasciate dalla giornalista e conduttrice del programma.

“In generale, trovo indecente che un dirigente venga attaccato in questo modo, evidentemente è nel destino dei direttori”. Peraltro, ha ricordato, “le interviste vanno autorizzate da parte dell’azienda, dei vertici”. Di Mare ha comunque rivendicato la scelta di allontanare Corona dopo le sue dichiarazioni riferite alla stessa Berlinguer (“Sta’ zitta, gallina”): “La violenza fisica di genere – ha detto – nasce da quella psicologica e verbale”. “Corona, ha continuato, era già stato sospeso una volta, non solo per le parole incontinenti, ma anche per i comportamenti aggressivi, beveva in diretta, faceva pubblicità in diretta. E questo non è consentito. Nulla di personale, mi sta anche simpatico, ma certi atteggiamenti verbalmente violenti, aggressivi, offensivi, non sono consentiti. Berlinguer lo ha perdonato, sono contento. Ma in base al Contratto di servizio e al Codice Etico è bene che stia fuori dell’azienda, per quello che ha fatto e detto”. Di Mare ha citato il caso della sospensione di Detto Fatto dopo il tutorial sulla spesa sexy: “Come si può quindi tollerare che si dica ‘zitta tu, gallina’? continuando a fare finta di niente? Mi limito ad applicare i regolamenti, il Contratto di servizio è il nostro faro. Se poi qualcuno mi dice che non è questa la strada, faccio un passo indietro”.