Facebook: causa antitrust in America su acquisizioni di Instagram e WhatsApp. Il social: azione revisionista

Nuova tegola su Facebook: la Federal Trade Commission (Ftc) statunitense e una coalizione di 48 stati Usa, guidata dalla procuratrice generale di New York Letitia James, hanno lanciato due cause antitrust contro il social. L’accusa è quella di pratiche anticoncorrenziali e nel mirino ci sono l’acquisizione di Instagram e di WhatsApp.

L’annuncio era atteso da tempo. Erano stati gli stessi vertici di Facebook a svelare le indagini antitrust da parte delle autorità federali nel luglio del 2019. Subito dopo un’ulteriore indagine era stata annunciata dagli stati.

La Ftc accusa il social di mettere in campo una strategia sistematica per eliminare ogni minaccia al suo monopolio. In questo quadro rientrano le operazioni con cui sono state acquisite nel 2012 Instagram, per un miliardo di dollari, e nel 2014 WhatsApp per 19 miliardi di dollari.
L’azione legale potrebbe portare quindi a forme di cessione delle due popolarissime app e a un divieto per Facebook di imporre condizioni anticompetitive contro gli sviluppatori di software.

Mark Zuckerberg (Foto Ansa – EPA/MICHAEL REYNOLDS)

“L’azione di Facebook nega ai consumatori il beneficio della concorrenza”, ha sottolineato il numero uno della Ftc Ian Conner, “e il nostro obiettivo è quello di ripristinare la libera competizione e promuovere l’innovazione”. Secondo la procuratrice generale di New York la causa è un chiaro messaggio per il gruppo guidato da Zuckerberg: “Ogni tentativo di soffocare la concorrenza e di limitare la protezione della privacy sara’ perseguito con forza dai nostri uffici”.

Le nuove azioni legali lanciate contro Facebook seguono di poco l’azione antitrust promossa dal Dipartimento di giustizia Usa, insieme a 11 stati Usa, contro  Google, accusata anch’essa di aver violato le leggi sulla concorrenza realizzando un monopolio sul fronte dei motori di ricerca online.

“Instagram e WhatsApp sono diventati gli straordinari prodotti che sono perché Facebook ha investito miliardi di dollari, competenze e anni di innovazione per sviluppare nuove funzionalità e migliori esperienze per i milioni di persone che amano questi prodotti”, il primo  commento del social, dopo le cause. “Il fatto più rilevante che la Commissione non menziona nella sua denuncia di 53 pagine è che ha autorizzato queste acquisizioni anni fa. Questa è storia revisionista. Le leggi antitrust esistono per proteggere i consumatori e promuovere l’innovazione non per punire le aziende di successo”, ha aggiunto.

“Ora il governo, ha proseguito nella nota Jennifer Newstead, vp e general counsel di Facebook, vuole cambiare le regole del gioco, lanciando uno spaventoso avvertimento alle imprese americane che nessuna vendita è mai definitiva. Le persone e le piccole imprese non scelgono di usare i servizi gratuiti e la pubblicità di Facebook perché devono, li usano perché le nostre app e i nostri servizi offrono un maggiore valore aggiunto. Difenderemo con forza la capacità delle persone di continuare a fare questa scelta”.

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