Nel 2020 quasi 400 giornalisti sono detenuti nel mondo. Rsf: numeri stabili, ma con Covid più arresti arbitrari

Secondo il rapporto annuale di Reporter Senza Frontiere (Rsf), il numero di giornalisti detenuti in tutto il mondo a fine 2020 è di 387, bilancio quasi stabile rispetto all’anno scorso nonostante un aumento degli arresti arbitrari in connessione con la crisi sanitaria.

Come nel 2019, dove Reporter Senza Frontiere aveva identificato 389 giornalisti incarcerati per aver esercitato la loro professione, cinque paesi rappresentano più della metà (61%) degli arresti. La Cina resta in testa con 117 giornalisti (professionisti e non) detenuti, davanti ad Egitto (30), Arabia Saudita (34), Vietnam (28) e Siria (27).

Come riporta Askanews “Il numero di giornalisti detenuti in tutto il mondo rimane a un livello storicamente elevato”, sottolinea l’ong. E le donne, “sempre più numerose nella professione, non vengono risparmiate”, denuncia in un comunicato il segretario generale di Rsf, Christophe Deloire. Secondo il rapporto, 42 di loro “sono attualmente private della libertà”, rispetto alle 31 del 2019 (+ 35%).

In totale, 17 sono state “gettate dietro le sbarre” durante l’anno, di cui 4 in Bielorussia, centro di “una repressione senza precedenti dopo” la rielezione considerata fraudolenta di Alexander Lukashenko.

Nel rapporto si segnala inoltre un aumento degli arresti legati alla crisi sanitaria, con 14 giornalisti “ancora dietro le sbarre” per il monitoraggio della pandemia, di cui 7 in Cina.

L’Ong, che ha lanciato a marzo l’Osservatorio 19, dedicato al tema, ha registrato tra febbraio e fine novembre “più di 300 incidenti direttamente legati alla copertura giornalistica della crisi sanitaria”, che hanno coinvolto quasi 450 giornalisti.

“Arresti e incarcerazioni arbitrarie”, che rappresentano “il 35% degli abusi registrati (a fronte di violenza fisica o morale)”, si sono “moltiplicati per 4” tra marzo e maggio, precisa il rapporto. “Le leggi di emergenza o le misure di emergenza adottate” nella maggior parte dei paesi per contenere la pandemia “hanno contribuito” a “contenere l’informazione”, spiega Rsf.

Inoltre, “almeno 54 giornalisti sono attualmente tenuti in ostaggio” in Siria, Yemen e Iraq, un numero comunque diminuito del 5% in un anno. La ong individua anche 4 giornalisti ritenuti scomparsi nel 2020, mentre nel 2019 non sono stati registrati nuovi casi di sparizione. Provengono dal Medio Oriente, dall’Africa subsahariana e dall’America Latina.

Leggi o scarica il Rapporto 2020 di Reporter senza frontiere

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