Digital Services Act, le associazioni culturali al commissario Gentiloni: testo debole su contrasto a pirateria e contraffazione. Ue cambi rotta

L’industria culturale e creativa italiana, in tutte le sue componenti, invita a modificare il Digital Services Act, la proposta di Regolamento sui servizi digitali nella Ue in discussione il 15 dicembre in Commissione Europea. E’ l’appello contenuta in una lettera congiunta inviata al commissario Paolo Gentiloni, da 19 associazioni rappresentative di tutte le componenti industriali e creative del settore culturale, da100autori ad Afi, Aie, Anec, Anica, Apa, Assomusica a Fieg e Fimi –  che chiedono “una correzione di rotta della proposta di Regolamento che alla prova dei fatti, risulta distante e in contraddizione con le stesse intenzioni dichiarate dall’esecutivo Ue e più volte confortate dal Parlamento europeo”.

Paolo Gentiloni (Foto Ansa – EPA/Francisco Seco / POOL Pool)

Il provvedimento dovrebbe regolamentare all’interno dell’Unione Europea l’operato delle principali società tecnologiche che forniscono servizi digitali, ma “nei fatti rischia di tutelare ancor meno il settore”. “L’intero comparto creativo e culturale, proseguono le associazioni, ha accolto con favore questa iniziativa, che dovrebbe costituire un completamento del percorso intrapreso con la Direttiva sul Diritto d’Autore del 2019. Ci risulta, invero, che il testo attualmente in discussione apporterebbe modifiche alla Direttiva sul Commercio Elettronico che non solo non fornirebbero maggiori strumenti di lotta all’illegalità online, ma ridurrebbero alcuni obblighi e talune responsabilità delle piattaforme digitali, a nostro avviso, in maniera molto rischiosa. Gli aspetti suscettibili di differenti interpretazioni sono purtroppo numerosi e riguardano diversi aspetti della proposta: dall’ampliamento dei benefici di limitazione della responsabilità a favore delle piattaforme (safe harbour) all’introduzione di condizioni più stringenti a carico di coloro che vogliono far rispettare i propri diritti online”.

“Siamo pertanto a chiedere un suo autorevole intervento, certi della sua consapevolezza circa la rilevanza di questa filiera produttive europea, oltre che della sua importanza per il Made in Italy. Sappiamo – concludono le associazioni – che sono giornate convulse per via della gestione della crisi pandemica e dei relativi strumenti di policy di contrasto, pur tuttavia, facciamo appello al suo ben noto interesse per il settore e all’attenzione dimostrata per un level playing field fiscale e regolamentare dei c.d. operatori Over The Top, per auspicare una correzione di rotta della proposta di Regolamento prima dell’adozione definitiva da parte della Commissione”.

Lettera della filiera dell'industria culturale e creativa al Commissario Gentiloni

 

Share on FacebookTweet about this on TwitterPin on PinterestShare on LinkedIn

Articoli correlati

Cattelan ‘Da Grande’ su Rai1. Coletta: perfetto per l’Eurovision e un Late Night Show. Fasulo: come Frizzi

Cattelan ‘Da Grande’ su Rai1. Coletta: perfetto per l’Eurovision e un Late Night Show. Fasulo: come Frizzi

Andreatta: Netflix racconta l’Italia lontano dagli stereotipi; nelle nostre serie un Paese tra luci e ombre

Andreatta: Netflix racconta l’Italia lontano dagli stereotipi; nelle nostre serie un Paese tra luci e ombre

Marcello fa ancora discutere per gli auguri sul ‘Corsera’

Marcello fa ancora discutere per gli auguri sul ‘Corsera’