Tim: il Consiglio Stato annulla la delibera Consob su controllo da parte di Vivendi

Il Consiglio di Stato ha accolto l’appello proposto da Tim e Vivendi nei confronti della sentenza del Tar Lazio 17 aprile 2019 ed ha annullato la deliberazione con la quale Consob aveva qualificato il rapporto partecipativo di Vivendi, in Tim in termini di controllo.

La sede di Tim a Rozzano (Milano) (Foto Ansa / Matteo Bazzi)

La questione nasce dal fatto che Vivendi, società francese quotata alla Borsa di Parigi, è entrata nel capitale sociale di Tim nel giugno del 2015, con la titolarità di una partecipazione iniziale pari al 6,66%, che poi si è progressivamente incrementata fino a raggiungere il 23,925% del capitale sociale di Tim.

La Consob aveva qualificato tale rapporto partecipativo di Vivendi in Telecom in termini di controllo societario di fatto a seguito della constatazione che Vivendi, nella riunione del 13 settembre 2017, era riuscita a nominare la maggioranza dei consiglieri di amministrazione di Telecom.

Il Consiglio di Stato, pur riconoscendo che la Consob ha poteri di regolazione dichiarativa finalizzati ad eliminare incertezze giuridiche in ordine alle situazioni di controllo societario nel settore delle comunicazioni, implicitamente previsti dall’impianto normativo, ha ritenuto che la Commissione di Borsa non avesse rispettato le regole del contraddittorio procedimentale, particolarmente importanti e rilevanti – a giudizio della Sezione – quando vengono esercitati poteri cd “impliciti”.

In particolare, nella sentenza si è affermato che Consob avrebbe dovuto, con riguardo alla consultazione pubblica, “prevedere il coinvolgimento degli organismi rappresentativi soltanto relativamente agli aspetti di regolazione che attengono alla interpretazione della nozione di controllo societario in quanto essa è idonea a fornire indirizzi generali agli operatori economici del mercato finanziario”; con riguardo alla partecipazione procedimentale di Tim e Vivendi “dare formale avvio a un procedimento specificamente finalizzato all’esercizio della funzione di regolazione dichiarativa del rapporto controverso per assicurare l’esercizio dei diritti di partecipazione”.

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