Covid, Google posticipa il rientro dei dipendenti a settembre e pensa alla settimana flessibile, alternando casa e ufficio

Google ha deciso di spostare il ritorno in ufficio dei suoi dipendenti di un paio di mesi, da luglio al primo settembre. La comunicazione, spiegano i media Usa, è arrivata via mail ai dipendenti direttamente dall’amministratore delegato di Google Sundar Pichai.

Per il rientro, Google starebbe pensando all’idea di una “settimana lavorativa flessibile”, in cui i dipendenti lavorano in sede almeno tre giorni a settimana, per cosiddetti “giorni collaborativi”, e a casa il resto del tempo. “Stiamo testando l’ipotesi che un modello di lavoro flessibile possa portare a una maggiore produttività, collaborazione e benessere”, ha scritto Pichai. “Nessuna azienda della nostra grandezza ha mai creato un modello di forza lavoro completamente ibrido, anche se alcune stanno iniziando a sperimentarlo, quindi sarà interessante provare”. Big G ha spiegato di attendersi che i suoi lavoratori continuino a vivere a una distanza non eccessiva dagli uffici.

La sede di Google a Mountain View (Foto Ansa – EPA/JOHN G. MABANGLO)

La mossa si contrappone con le scelte di altre big, quali Twitter e Facebook, che hanno aperto alla possibilità di un lavoro da remoto per i loro dipendenti “per sempre” o per il prossimo decennio, consentendo loro di spostarsi nelle aree che preferiscono.

Per quanto riguarda invece un altro dei colossi tech, Apple ha confermato che l’azienda continuerà ad adottare la formula dello smart working almeno fino al giugno 2021. “Non c’è nulla che possa sostituire la collaborazione faccia a faccia, avrebbe detto Cook, in una riunione, ma abbiamo anche imparato molto su come possiamo svolgere il nostro lavoro fuori dall’ufficio senza sacrificare la produttività o i risultati. Tutti questi insegnamenti sono importanti e quando avremo superato questa pandemia, manterremo tutto il buono di Apple a cui aggiungeremo il meglio che abbiamo tratto dai cambiamenti avvenuti quest’anno”.

 

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