Usa: la Ftc chiede alle big tech informazioni su come raccolgono e usano i dati degli utenti

Nuovo grattacapo per le big tech Usa. La Federal Trade Commission (Ftc), l’agenzia Usa a tutela dei consumatori e della concorrenza, ha chiesto a nove colossi tecnologici di fornire informazioni su come raccolgono e usano i dati degli utenti, come parte di un ampio studio sulle loro pratiche di business. 

Ad essere state coinvolte sono Amazon, Facebook, WhatsApp, Twitter e YouTube, e ancora a Snapchat, TikTok, Reddit e Discord. Le società hanno 45 giorni di tempo per rispondere.

Nel dettaglio la Ftc vuole sapere come queste realtà raccolgono, utilizzano, tracciano e ricavano informazioni personali e demografiche; come determinano quali pubblicità mostrare agli utenti; se applicano algoritmi o analisi dei dati alle informazioni personali; in che modo misurano, promuovono e ricercano il coinvolgimento degli utenti; e come le loro pratiche influenzano bambini e adolescenti.

Joseph Simons, chairperson della Ftc

La richiesta non rappresenta un ordine esecutivo vincolante e non comporta sanzioni immediate, tuttavia le informazioni raccolte potrebbero costituire una base per delle future azioni legali da parte dell’authority americana. L’agenzia ha infatti un’ampia autorità giuridica per richiedere informazioni alle società americane e ha anche la facoltà di supervisionare pratiche di business scorrette e sleali.

“Oggi le società di social media e video streaming seguono gli utenti ovunque attraverso le app sui loro dispositivi mobili. Questo accesso costante consente alle aziende di monitorare dove vanno gli utenti, le persone con cui interagiscono e cosa stanno facendo. Ma a quale scopo?”, hanno dichiarato i commissari della Ftc Rohit Chopra, Rebecca Slaughter e Christine Wilson in una dichiarazione congiunta. “Troppi aspetti del settore rimangono pericolosamente opachi”.

Il presidente della Ftc Joseph Simons ha approvato l’ordine con una maggioranza di 4 voti contro 1, ma non ha rilasciato dichiarazioni. Il commissario Noah Phillips ha espresso disapprovazione, precisando di sostenere l’obiettivo più ampio della decisione, ma definendo la richiesta della Ftc come “un’incursione indisciplinata in un’ampia gamma di argomenti, alcuni dei quali sono legati al focus dichiarato di questa indagine soltanto marginalmente”.

 

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