- Prima Comunicazione - https://www.primaonline.it -

Salvataggio Inpgi, ReteCom: frena ipotesi di deportazione contributiva dei comunicatori. Serve confronto tra Governo e associazioni di categoria

Aprire tavoli di confronto con tutti gli attori del mondo del giornalismo e della comunicazione. E’ la richiesta che torna a fare ReteCoM, la Rete delle Associazioni per la Comunicazione e il Management – cui aderiscono Cida, Confassociazioni, Ascai, Com&tec, Ferpi, Iaa, Una e Manageritalia – a proposito della situazione dell’Inpgi e dell’ipotesi di un salvataggio dell’istituto previdenziale dei giornalisti con all’allargamento della base contributiva ad altri soggetti professionali.

In una nota ReteCom cita un recente confronto tra alcuni rappresentanti del Governo e il Consiglio di Amministrazione dell’Inpgi. Durante questo incontro, scrivono le associazioni, “è emerso l’orientamento – che ReteCoM ha sempre sostenuto – dell’inutilità della migrazione contributiva di migliaia di Comunicatori dall’Inps all’Inpgi. ReteCoM fin dall’inizio ha infatti sottolineato che mai avrebbe accettato di avallare una deportazione contributiva che avrebbe forse rinviato il problema, impedendo il commissariamento dell’Istituto, ma lasciato al futuro previdenziale incerto i comunicatori subentrati e i giornalisti presenti”.

La sede del Inpgi (Foto ANSA/ANGELO CARCONI)

“È stato dimostrato – ora anche da fonti governative – che l’allargamento della platea contributiva con l’ingresso forzato di altre categorie professionali, per esempio i comunicatori pubblici i cui contributi ammonterebbero a poco più di cinquanta milioni di euro l’anno, era e resta insufficiente a salvare le pensioni dei giornalisti e non sarebbe comunque in grado di coprire gli altri 200 milioni annui necessari a portare l’Inpgi definitivamente fuori dalla situazione drammatica in cui si trova”.

“ReteCoM è dunque ancora più convinta di aver avuto ragione. Per questo ha più volte espresso contrarietà, motivandola e supportandola con dati e analisi, a qualsiasi operazione legislativa di natura puramente contabile e assolutamente non risolutiva che provocherebbe effetti profondamente negativi in termini di orizzonte pensionistico oltre che ai nostri professionisti della comunicazione anche alle gestioni dell’Inps che si vedrebbero sottrarre ulteriori risorse contributive da destinare ad una cassa previdenziale gestita in forma privata”.

“ReteCoM, si legge poi in conclusione, rimane solidale con i colleghi giornalisti e per questo auspica che si trovi al più presto una soluzione per risolvere una volta per tutte la questione previdenziale degli iscritti all’INPGI. E chiede, come sempre, di essere coinvolta in confronti e/o decisioni che possano coinvolgere i comunicatori per ribadire, ancora una volta, la posizione delle Associazioni che riunisce, confidando di non dover ricevere più solo da fonti giornalistiche notizie sul futuro dei professionisti della Comunicazione”.