Vivendi scende ancora in Universal Music Group. Ceduto il 10% a Tencent per un valore di 3 miliardi

Vivendi venderà un’altra quota del 10% in Universal Music Group a un consorzio guidato da Tencent, che deterrà adesso una partecipazione complessiva del 20% nella casa discografica.

Il colosso dei media francese ha precisato che l’importo dell’accordo è stato calcolato sulla base di un valore aziendale di 30 miliardi di euro per il 100% del capitale di UMG, il che significa che la vendita del 10% ammonta a 3 miliardi di euro.

Vincent Bolloré, Presidente del Consiglio di Sorveglianza di Vivendi (Foto Ansa)

L’annuncio arriva a circa un anno di distanza dalla cessione di Vivendi di una prima partecipazione del 10% in Universal al consorzio avvenuta allo stesso prezzo. L’accordo iniziale, concluso a marzo del 2020, attribuiva al consorzio l’opzione per l’acquisto di un’ulteriore quota del 10% nella casa discografica, che Tencent ha deciso adesso di esercitare.

L’operazione, ricorda una nota di DowJones, rafforza ulteriormente l’esposizione di Tencent ai grandi nomi della musica, considerato che il catalogo di Universal comprende anche grandi nomi con i Queen o i Beatles.

Basti pensare al fatto che nelle scorse settimane Universal ha annunciato che Bob Dylan, pioniere leggendario della musica rock moderna e unico cantautore della storia ad aver vinto il Premio Nobel per la letteratura, le ha venduto il suo intero catalogo musicale. Un corpus con più di 600 brani che coprono una carriera artistica di circa 60 anni.

Universal non ha fornito dettagli sui termini finanziari dell’accordo, che secondo fonti a conoscenza dei fatti potrebbe avere un valore di centinaia di migliaia di dollari, eguagliabile per valore e influenza soltanto dai Beatles.

“Portando in Universal Music il vasto e brillante catalogo delle canzoni di Bob Dylan, in un solo istante, abbiamo trasformato per sempre l’ereditá di questa azienda”, aveva commentato l’amministratore delegato della Universal, Lucian Grainge, in un’e-mail ai dipendenti.

Vivendi ha aggiunto che la liquidità derivante dalle due transazioni potrebbe essere impiegata per ridurre il debito e finanziare eventuali buyback o acquisizioni.

Secondo Citigroup, la transazione sposterà l’attenzione del mercato su come il gruppo dei media europeo utilizzerà i proventi della transazione. “Vivendi sta progressivamente svendendo il suo asset di crescita più interessante e finora ha deluso con il suo utilizzo dei proventi, acquistando in aree di crescita notevolmente più lente come l’editoria di libri, il travel retail e, più recentemente, le riviste”, spiega Citi, aggiungendo che “gli investitori potrebbero essere preoccupati se Vivendi dovesse continuare ad allocare il capitale per scopi diversi dal rendimento degli azionisti, in un momento in cui c’è poco interesse per l’uso del capitale in aree come l’editoria e il travel retail”.

La società sta pensando inoltre di procedere con ulteriori vendite di quote di minoranze nella casa discografica, la cui quotazione in Borsa è prevista per la prima metà del 2021.

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