Google, anche gli editori coinvolti nella causa antitrust dei 10 stati Usa sulla pubblicità online

Anche gli editori sono stati coinvolti nella causa intentata contro Google da una decina di stati Usa, convinti che il gigante tech gestisca un monopolio della pubblicità digitale e trascini il mercato a suo favore.

Stando ad alcune indiscrezioni riportate dall’agenzia DowJones, diversi editori hanno collaborato per raccogliere testimonianze per aprire il fascicolo e molte delle accuse presentate sono coerenti con le loro lamentele. Tra le gruppo di società contattate dagli inquirenti antitrust, figurerebbero News Corp, New York Times, Gannett, Nexstar Media Group e Condè Nast.

Gran parte della causa antitrust si incentra sull’ad server di Google, uno strumento che aiuta gli editori a mettere in vendita lo spazio pubblicitario, e su come interagisce con gli altri elementi chiave dell’impero dell’azienda.

La sede di Google a Mountain View (Foto Ansa – EPA/JOHN G. MABANGLO)

Nonostante lo scetticismo di diversi attori del settore, per oltre un decennio Google ha assicurato gli editori che i suoi strumenti pubblicitari online erano stati progettati per aiutarli ad aumentare i loro guadagni. E attualmente sono tante le testate e i gruppi che dipendono dai prodotti pubblicitari di Google in termini di fatturato. Il colosso tech controlla, infatti, oltre il 90% del mercato degli strumenti di cui si servono gli editori per mettere in vendita il loro spazio pubblicitario e domina ogni anello della catena che collega gli editori agli inserzionisti online.

“Uno dei messaggi che gli editori si sentono ripetere è:” Smettetela di lamentarvi. Google ha solo prodotti pubblicitari migliori”, ha commentato David Chavern, presidente della News Media Alliance, un gruppo commerciale di editori di notizie. Dalla causa si evince invece che Google “controllava anche tutto ciò che riguardava il mercato, e questo ha avuto effetti veramente negativi e profondi sugli editori”, ha chiosato.

 

 

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