Editoriale Domus, Paolo Paci è il nuovo direttore di Meridiani Montagne

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Paolo Paci è il nuovo Direttore Scientifico di Meridiani Montagne. Il giornalista e scrittore milanese, classe 1959, grande esperto di alpinismo e culture alpine oltre che di viaggi e gastronomia, fa così il suo ingresso in Editoriale Domus.

Paolo Paci

“La nostra rivista è ormai grande, più che maggiorenne, e ha ancora voglia di crescere. Nuove rubriche, storie e immagini sempre più belle, e una rinnovata attenzione a tutto ciò che compone il meraviglioso mondo della montagna: paesaggio, architetture, tradizioni, cultura gastronomica. Ma soprattutto la passione che, quali che siano le nostre capacità, quale che sia la nostra età, non ci abbandona mai. Buona lettura, e buone scalate!” scrive il neo direttore Paci nel suo primo editoriale annunciando un giornale ancora più interessante e ricco, capace di strizzare l’occhio ad un pubblico di appassionati sempre più ampio.

La visione di Meridiani Montagne, riporta un comunicato, si allarga tornando ad esplorare, come da DNA del giornale, temi affini ai propri come l’arte, la cultura, l’enogastronomia e la vita economica oltre che sociale dei luoghi scelti per ciascuna monografia.

Un allargamento a valle che abbraccia storie vere e incontra personaggi arricchendo così il tradizionale racconto dell’alta quota. Anche iconograficamente la rivista ne guadagna molto sia per il maggiore spazio dedicato alle immagini sia per la qualità delle stesse, con l’inserimento di molti ritratti umani accanto agli straordinari profili di montagna che rappresentano da sempre il tratto distintivo del giornale. Migliora la struttura grafica della rivista con una ripensata suddivisione degli spazi all’insegna della pulizia e della razionalità volta a garantire un’esperienza di lettura ancora più piacevole.

Il numero in edicola

Il primo numero firmato Paolo Paci è “Grivola e Valle di Cogne” ed è in uscita in questi giorni. Per la cover story è stata scelta un’affascinante Grivola “bella e bianca” come Carducci l’aveva descritta e come solo un
tempo, quando le pareti nord erano completamente coperte da ghiacciai, si poteva ammirare. La monografia rappresenta un tributo alla magnificenza della cima ma anche alla cultura storica ed economica delle genti e all’attrattività turistica e sportiva della valle, confermata in un momento di grande difficoltà e restrizioni come quello in atto post pandemia Covid19. Nel raccontare infatti i tanti temi invernali che da sempre caratterizzano la zona di Cogne emerge come la valle sia in grado di incontrare le nuove esigenze del turismo, con attività sportive, dal fondo al cascatismo, e gite, immersi nella natura più silenziosa e solitaria.