Innovazione e digitale, in un anno cablati a banda ultralarga mille comuni. Pisano: Bisogna raggiungere tutto il Paese, 400 milioni per le scuole

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“In un anno siamo passati da 70 comuni a più di 1.100 comuni cablati” a banda ultralarga, secondo i dati diffusi dalla ministra per l’Innovazione, Paola Pisano, che presiede il Comitato banda ultralarga, durante un’intervista a TgCom24.

Pisano indica che c’è “grande interesse verso le scuole”, a cui sono stati indirizzati 400 milioni. “Il tema di importanza fondamentale, al di là del fatto se la rete è unica o no, è portare l’infrastruttura tecnologica sicura, capillare e potente in tutto il nostro paese. Questo è il nostro obiettivo e l’obiettivo che dobbiamo perseguire con forza”, afferma la ministra.

Pa, 50 mln ogni anno da dedicare alla digitalizzazione – “Sullo Spid abbiamo fatto molti progressi. Da un lato 15 milioni hanno ormai l’identità digitale. All’inizio del 2020 erano solo in 4 milioni; 5.600 pubbliche amministrazioni hanno attivato l’accesso ai servizi attraverso speed. Il ministero sta accompagnando in questo percorso pubbliche amministrazioni. Abbiamo creato un fondo di 43 milioni noi, 17 mln funzione pubblica, una squadra di 100 esperti per realizzare il progetto, e poi ci sono i manuali e anche dei corsi via web. Questo fondo grazie alla Legge di bilancio è diventato stabile e avremo 50 milioni ogni anno da dedicare alla digitalizzazione. Due mila comuni vi hanno già aderito”. Ad affermarlo, che riporta Adnkronos, è la ministra dell’Innovazione Paola Pisano alla trasmissione di Radiouno Rai, ‘Sportello Italia’.

Questa pandemia, spiega, “ha spinto gli italiani a utilizzare di piu’ gli strumenti digitali. C’è stato un aumento dell’utilizzo di Internet e di servizi digitali in generale. Ma è evidente che laddove mancavano le connessioni adeguate, computer per fare didattica e le competenze – si creava un divario sociale che aumentava sempre di più. Per questo, negli ultimi mesi, siamo intervenuti con azioni straordinarie per risolvere problemi urgenti e contemporaneamente abbiamo messo su una serie di azioni per guidare il paese verso un beneficio duraturo in termini di digitalizzazione e di innovazione. E dove siamo adesso? Per quanto riguarda i servizi digitali della pubblica amministrazione abbiamo fatto i grandi passi in avanti. Ovviamente è un percorso lungo, non privo di ostacoli, ora dobbiamo rendere gli strumenti digitali più semplici”.

Paola Pisano (foto Wiki cco)

Pagamenti elettronici stanno crescendo – “I pagamenti elettronici stanno crescendo. E il pagamento assieme all’identità digitale sono i primi tasselli per creare una società digitale”.

Con “l’applicazione ‘Io’ stiamo facendo convergere tutti i servizi digitali della pubblica amministrazione. L’obiettivo è quello che un cittadino attraverso le credenziali sicure oppure spid entri dentro l’applicazione ‘Io’ e all’interno di questa applicazione trovi tutti i servizi che deve riuscire a completare in modo semplice, tra cui anche il pagamento dei servizi oppure il ritorno di alcuni bonus. Così abbiamo creato un’infrastruttura tecnologica, quella di cashback che poi sarà utilizzata oggi per il cashback, domani per il bonus vacanze. La risposta dei cittadini è stata buona perché quasi in 6 milioni si sono iscritti al cashback di Natale”, spiega la ministra.

 

Recovery – “I periodi di incertezza sono sempre i periodi difficili da gestire in ogni progetto, soprattutto per i progetti così complicati come è il Recovery plan al quale stiamo lavorando da luglio 2020”, afferma ancora Pisano in merito all’incertezza politica e sottolineando la necessità di “concentrarci su quello che serve al nostro Paese e lavorare a testa bassa sul Recovery Plan”.

In particolare, per quanto riguarda gli aspetti legati alla digitalizzazione che saranno inseriti nel Recovery, “ci stiamo concentrando su 4 tematiche: infrastrutture digitali, la connettività, il cloud che serve per elaborare i dati che ormai rappresentano un valore per la nostra economia. Deve essere un’infrastruttura che aiuti pubbliche amministrazioni, start up, aziende, Pmi. Poi c’è la sicurezza cibernetica, privacy dei dati dei cittadini, interoperabilità dei dati”.

Tutto questo, rileva, “però deve poggiarsi su delle riforme. In primis la riforma della pubblica amministrazione ossia creare nuove competenze all’interno della pubblica amministrazione, formare i lavoratori della P.A, assumere i giovani e semplificare i processi e migliorare la capacità di spesa”.