Il governo Usa consentirà investimenti nei colossi tech cinesi Alibaba, Tencent e Baidu

Condividi

Il governo degli Stati Uniti dovrebbe continuare a consentire gli investimenti americani nei colossi tech cinesi Alibaba  Group Holding, Tencent Holdings e Baidu, dopo aver soppesato i presunti legami delle aziende con l’apparato militare cinese. Alibaba e Baidu, che sono quotate a New York, e Tencent, quotata a Hong  Kong, fanno parte del gruppo di aziende messe sotto esame dal governo Usa per valutarne l’inserimento in una lista nera del Dipartimento della Difesa, assieme alle aziende accusate di supportare i servizi militari, di intelligence e di sicurezza cinesi. 

Gli investitori statunitensi, ricorda DowJones, avranno tempo fino a novembre per cedere le loro partecipazioni da qualsiasi azienda inserita nell’elenco. Ora, il governo Usa non intende più aggiungere i tre nomi alla lista,  che andrá comunque a colpire altre 9 aziende cinesi e oltre 100  controllate di societá giá presenti nell’elenco, secondo quanto riferito  da persone a conoscenza dei fatti. 

La decisione ha messo fine a una battaglia di una settimana tra i funzionari del Tesoro, che vedevano il rischio di sell-off diffusi e ricadute economiche, e i funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono, che cercano una linea piú dura contro Pechino. Fino a mercoledì mattina, molti funzionari del Dipartimento di Stato e del Pentagono credevano di avere una motivazione convincente per l’inclusione delle tre società nella lista nera, una volta risolti i nodi amministrativi. Alla fine, il segretario al Tesoro Steven Mnuchin ha avuto la meglio. 

Secondo le fonti di Dow Jones Newswires, i funzionari del governo Usa hanno deciso di escludere le tre società dalla lista dopo aver esaminato attentamente il materiale a disposizione. Secondo i membri del Consiglio di sicurezza nazionale, del Dipartimento di Stato e del Pentagono, le società avrebbero dovuto essere classificate come società collegate ai servizi militari, di intelligence e di sicurezza cinesi. 

Daniel Zhang, ceo di Alibaba Group (foto Ansa- EPA/JEROME FAVRE)

Mnuchin, al contrario, ha dichiarato che ritiene che l’inclusione di grandi aziende come Alibaba, Tencent e Baidu nella lista nera destabilizzerebbe i mercati e avrebbe delle ricadute economiche. In particolare, Alibaba e Tencent sono le società quotate in borsa di maggior valore in Cina. 

Il Tesoro si è dimostrato preoccupato per l’impatto sui mercati dei capitali dell’estensione del divieto su queste Big tech cinesi, che ha già turbato gli investitori e ha spinto le borse e i fornitori di indici a rinunciare ad alcune società, e le banche di investimento statunitensi a rimuovere dal listino alcuni prodotti derivati. 

Baidu, Alibaba e Tencent, conosciute colloquialmente dagli investitori come “BAT”, sono state a lungo sinonimo di Internet cinese e della loro crescente influenza nella seconda economia più grande del mondo. Sono pesi massimi nei popolari indici azionari globali e nei fondi negoziati in Borsa e i loro valori di mercato sono aumentati vertiginosamente negli ultimi anni. 

Martin Lau, presidente di TenCent

Il gigante dell’e-commerce Alibaba, che ha raccolto 25 miliardi di dollari in una quotazione alla Borsa di New York nel 2014, detiene ancora il record per la più grande offerta pubblica iniziale degli Stati Uniti. Baidu, che gestisce un popolare motore di ricerca cinese, è quotata al Nasdaq Stock Market dal 2005. Tencent, che possiede la popolare app di social media WeChat ed è la più grande azienda di videogiochi al mondo per fatturato, ha azioni Adr scambiate in mercati Usa over-the-counter. 

La homepage di Baidu

Negli ultimi anni, i funzionari governativi e molte aziende hanno iniziato a considerare la Cina come un grande rivale economico e politico. Nonostante questo, Wall Street rimane entusiasta e gli investitori continuano a effettuare investimenti nel paese asiatico. 

Dopo che i vertici del governo hanno esaminato a fondo la questione, la fase decisiva per inserire nella lista nera dell’amministrazione Trump le tre società è passata, secondo quanto riferito da un funzionario del governo degli Stati Uniti. Non è chiaro se l’amministrazione Biden entrante cercherà di mantenere il divieto.