Inchiesta su Amazon negli Usa per il business degli e-book, dubbi sulle modalità di gestione delle attività online

Continuano i dubbi sul potere di mercato di Amazon e sulle modalità con cui Amazon gestisce le sue attività online. Ora, le autorità del Connecticut hanno avviato un’inchiesta per esaminare il modo in cui Amazon vende e distribuisce i libri in digitale. Lo hanno riferito i procuratori generali dello stato. 

Secondo le dichiarazioni del procuratore generale del Connecticut, William Tong, l’indagine mira a verificare se Amazon abbia perseguito comportamenti anticoncorrenziali nel settore degli e-book attraverso i suoi accordi con alcuni editori. 

Lo stato ha chiesto all’azienda di fornire la documentazione relativa agli accordi con cinque dei più grandi editori statunitensi, secondo quanto si evince da mandato di comparizione emesso nel 2019. Il Tech Transparency Project, un’organizzazione non profit che esamina le attività delle piattaforme tecnologiche, ha ottenuto il mandato di comparizione attraverso una richiesta Open Records e lo ha condiviso con il Journal. 

Jeff Bezos (Foto Ansa – EPA/Albin Lohr-Jones / POOL

Come ricorda DowJones, non è la prima volta che lo stato del Connecticut si interessa al business degli e-book. Nel 2012, il Dipartimento di Giustizia aveva citato in giudizio cinque gradi case editoriali e Apple per aver collaborato per aumentare i prezzi degli e-book. Il Connecticut, insieme al Texas, aveva guidato una causa legale analoga intentata da un gruppo di stati. 

“Continuiamo a monitorare in modo aggressivo questo mercato per proteggere la concorrenza leale per consumatori, autori e altri rivenditori di e-book”, ha affermato Tong in una dichiarazione. 

Gli editori citati in giudizio dall’ufficio del procuratore del Connecticut sono la HarperCollins Publishers, di proprietà di News Corp; la Penguin Random House, una divisione del colosso dei media tedesco Bertelsmann; Simon & Schuster, il ramo editoriale di ViacomCbs Inc e la Macmillan. La Penguin Random House è in attesa del via libera normativo per acquisire Simon & Schuster. 

L’inchiesta del Connecticut è solo una delle molteplici indagini in corso che interessano il colosso dell’e-commerce. A ottobre, la sottocomissione della Camera degli Stati Uniti sull’antitrust ha portato a termine un’indagine durata 16 mesi sulle sue attività e su e altre aziende del tech, decretando che Amazon ha accumulato “potere di monopolio” sui venditori presenti sul suo sito. 

Nel 2019, il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti aveva avviato un’ampia inchiesta sul potere di mercato di grandi aziende tecnologiche, tra cui la stessa Amazon, che è finita anche nel mirino della Federal Trade Commission. Ora, oltre al Connecticut, anche la California sta esaminando le pratiche commerciali di Amazon. 

Amazon è l’attore dominante del mercato statunitense degli e-book. Secondo i dati della società di ricerca Codex Group, rappresenta il 76% dei libri digitali venduti nella nazione a settembre. I venditori rivali di libri digitali includono Apple, Google e Barnes & Noble. 

Amazon si è inserita nel mondo del libro digitale quando ha introdotto il suo e-reader Kindle a novembre del 2007, un lancio che offriva bestseller digitali per 9,99 dollari. L’offerta scontata l’ha aiutata ad accaparrarsi quote di mercato, ma gli editori erano preoccupati che potesse danneggiare il settore. 

Alcuni anni dopo, Apple è entrata nel business quando ha lanciato l’iPad, con accordi che hanno permesso agli editori di fissare i prezzi al dettaglio dei loro libri. Ciò ha ribaltato il vecchio modello, in base al quale gli editori lasciavano che i rivenditori fissassero i prezzi per i consumatori e bloccavano di fatto gli sconti senza l’approvazione degli editori. 

Il Dipartimento di Giustizia aveva successivamente intentato una causa civile antitrust contro Apple e cinque importanti editori. Questi ultimi avevano patteggiato, mentre Apple era finita in tribunale e ha perso la causa. 

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