Rivoluzione in Publicis: esce il ceo Bonori, fuori anche Cavalli e Baggi. Un triumvirato al comando

Nuovo accelerato passo della riorganizzazione di Publicis Italia, ramo nazionale del gigante internazionale dell’advertising di cui è ceo e chairman Arthur Sadoun. All’insegna – è la lettura prevalente nel mercato – di una ‘periferizzazione’ del ruolo italiano all’interno del gruppo multinazionale nativo francese.

Vittorio Bonori

Alla fine di novembre avevano lasciato l’azienda il capo di Publicis Media, Luca Montani e il capo di Starcom, Vita Piccinini, quest’ultima sostituita nel ruolo da Boaz Rosenberg. Ed era parso che il grosso della riorganizzazione fosse stata portata a termine, considerati i moderati risultati di calo nel terribile 2020 della grande realtà consulenziale guidata da Vittorio Bonori.

Ma prima della fine dell’anno erano usciti dall’azienda anche Luca Cavalli, chief growth officer dell’azienda e Massimo Baggi, chief commerce officer.

Ora i cambiamenti però hanno chiamato in causa proprio i vertici italiani del gruppo. Lascia quindi il ceo Bonori ed al suo posto s’insedia un triumvirato formato da Andrea Di Fonzo (ceo Zenith), Bruno Bertelli (Global CCO di Publicis Worldwide & CCO di Publicis Groupe Italia) e Roberto Leonelli (ceo di Sapient).

Andrea Di Fonzo

A loro il compito di dialogare con Parigi e di portare avanti nazionalmente la fisolofia di offerta di Publicis, sempre di più integrata e all’insegna del concetto ‘The Power of One’.

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