Le Monde “sconfessa” la vignetta sull’incesto di Xavier Gorce: Un errore pubblicarla. Lui: Vado via, la libertà non si negozia

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Il vignettista Xavier Gorce ha annunciato oggi che non lavorerà più per il quotidiano francese Le Monde, proclamando che “la libertà non si negozia”. La presa di posizione è giunta dopo che il giornale ha definito “un errore” la pubblicazione di una sua vignetta sull’incesto, criticata da parecchi lettori sul web.

La vignetta di Xavier Gorce

“Annuncio la mia immediata decisione di cessare di lavorare per Le Monde – ha twittato Gorce, che lavorava da molto tempo per la redazione -, una decisione personale, unilaterale e definitiva. La libertà non si negozia. I miei disegni continueranno. Altri annunci seguiranno”.

La direzione di Le Monde si era scusata con i lettori ieri per aver pubblicato una vignetta che aveva suscitato reazioni scioccate sui social network, ammettendo che avrebbe potuto turbare e assicurando che “non avrebbe dovuto essere pubblicata”. Il disegno mostrava un giovane pinguino che chiede a un altro: “Se ho subito un abuso dal fratellastro adottivo della compagna di mio padre trans diventato mia madre, si tratta di incesto?”. Alcuni lettori vi avevano ravvisato una forma di “transfobia” e avevano rimproverato al disegnatore di prendere in giro le vittime di incesto. Gorce aveva respinto con forza queste critiche.

Come riporta Ansa, l’episodio ha assunto rilievo anche per l’ondata di emozione suscitata dal libro pubblicato in Francia da Camille Kouchner, figlia dell’ex ministro Bernard Kouchner. Nel libro la donna denuncia il patrigno, il noto politologo Olivier Duhamel, di aver aggredito sessualmente suo fratello gemello quando aveva 14 anni, alla fine degli anni Ottanta. Tutto ciò nel silenzio generale de “la Familia grande” (titolo del libro) e in particolare della madre di Camille, prima moglie di Kouchner.

Il libro ha lanciato un dibattito sull’incesto in Francia, un tema ancora tabù e spesso oggetto di minimizzazione in un Paese in cui sarebbe invece un fenomeno ancora rilevante, con una persona su 10 che ne sarebbe vittima.