Petrucci (Federbasket): non capisco perché può esserci pubblico negli studi Tv ma non negli impianti sportivi da migliaia di posti

“Stiamo affrontando la crisi come le altre federazioni, però non capisco perché si può discutere su tutto ma sul Comitato tecnico scientifico no. Non capiamo perché in proporzione alla grandezza degli impianti, per noi al chiuso ma ci sono impianti da 12mila posti al Forum, 10mila a Bologna e 8mila a Pesaro, non si possa entrare con le dovute garanzie. Almeno le società si ripagano le spese di riapertura degli impianti”. E’ quanto afferma il presidente della Federbasket, Gianni Petrucci, ospite di ‘Radio anch’io Sport’ su Rai Radio1.

Gianni Petrucci, immagine tratta dal sito FIP

“Questo è un altro mistero della pandemia: non accetto che non si possa parlare con una persona del Comitato tecnico scientifico per far capire perché con tutte le precauzioni: tamponi, controlli all’entrata, non si possano avere spettatori mentre nei programmi televisivi c’è il pubblico, ma gli stadi sono più grandi degli studi televisivi”, prosegue, aggiungendo: “Il pubblico per le Final Eight? Io ci spero ma voglio essere molto realista”.

“Non credo che il Cio abbia già deciso ma è veramente grave. Siamo alla vigilia del 27 e i casi sono due: o non c’è la volontà o non c’è l’autorità. Siamo arrivati a un punto in cui il primo Comitato olimpico del mondo, con l’Italia G6 come risultati sportivi, deve essere umiliato e non è ancora stata data la completa autonomia al Coni, non so cosa costi”. Ha continuato Petrucci

“Non credo si arrivi a tanto, se c’è un minimo di buona volontà, a fare un decreto legge non ci vuole nulla, su una cosa semplicissima -prosegue Petrucci ospite di ‘Radio anch’io Sport’ su Rai Radio1-. L’assurdità è che se fosse difficile: o non c’è la volontà o non c’è l’autorità o non si è capito il problema e la gravità della cosa. Intanto Malagò tra qualche mese sarà confermato presidente, un presidente che ha gestito bene il Coni: avete visto i risultati straordinari di Goggia e Bassino. Poi tra poco ci sono i mondiali a Cortina. Comunque io resto ottimista”.

E tornando sull’impasse attuale, riporta Adnkronos, il n.1 della Federbasket precisa. “Si è perso tempo facendo ironia sui mandati dei presidenti, tra cui quelli che si sono ricandidati sono stati riconfermati al 100%, e non si è messo mano a una cosa semplicissima: cosa costa dare autonomia al Coni in termini di personale e uffici?”.

“Quando si vuole cambiare lo sport bisogna conoscerlo, quando si dice che lo Stato ha il diritto-dovere di intervenire è giusto, ma voglio ricordare che negli ultimi 15-16 anni abbiamo avuto 5 riforme”, prosegue Petrucci.

“Adesso serviva tutto questo bailamme? Si è voluta fare questa cosa ma si deve dare autonomia al Coni. Non riesco a capire perché negli interventi di tutti i partiti in Parlamento non è mai uscita la parola sport, e questi sono segnali allarmanti. Non c’è proprio la cultura dello sport”, chiosa l’ex presidente del Coni.

“Mi auguro che le Olimpiadi ci siano, è chiaro che rimane un punto interrogativo anche se il Cio ci dà tutte le garanzie: Sono realista e ottimista ma è chiaro che una minima incertezza c’è”.

“Il Cio si sta organizzando, è vero che gli atleti saranno tantissimi, serviranno tutte le precauzioni del caso purché le Olimpiadi ci siano. Pensiamo agli atleti meno famosi, per loro sarebbe un colpo mortale se si dovessero annullare, un colpo mortale anche per le Federazioni che lavorano per un sogno olimpico”, conclude l’ex presidente del Coni.

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