Abbonato Abbandonato, al via la campagna lanciata da AIAM per “una ripartenza sana e sicura della musica dal vivo”

Prende il via in tutta Italia, lunedì 25 gennaio, a tre mesi dalla chiusura delle attività musicali del 26 ottobre, la campagna  video di 115 giorni ‘Abbonato Abbandonato’ per “una ripartenza sana e sicura della musica dal vivo”.

Ogni giorno AIAM, l’Associazione Italiana Attività Musicali che rappresenta le 115 più importanti società di concerti italiane, pubblicherà sui suoi social e invierà a tutti i media italiani, nazionali e locali, il video-appello di un Abbonato Abbandonato: uno per ognuna delle sue 115 associazioni, profondamente radicate sul territorio, da Bormio a Noto, dagli innumerevoli piccoli centri di provincia alle grandi città come Roma e Milano che ospitano circa 8 associazioni attive ciascuna.

AIAM lancia la campagna dopo lo studio AGIS, che ha dimostrato come su 2.782 spettacoli con 347.262 spettatori in 5 mesi, si abbia avuto un solo caso di contagio riconducibile all’attività dal vivo e confortati da altri studi analoghi, come quelli condotti nella Spagna dei teatri sempre aperti.

Con oltre un milione e seicentomila biglietti venduti nel 2019 – ultimo anno in cui si è potuta svolgere una regolare attività concertistica – il settore dei concerti dal vivo è un fiore all’occhiello della cultura italiana.

“Le 108 associazioni musicali rappresentate da AIAM, molte delle quali contano oltre mille abbonati alle loro stagioni, hanno obbedito alle severe direttive governative, con responsabilità, facendosi carico di ingenti investimenti, per garantire un’offerta culturale in piena sicurezza per il loro pubblico e per gli artisti impegnati sul palcoscenico. Tutto questo accadeva a settembre, quando il settore dello spettacolo dal vivo sembrava potesse riaprire” spiega l’Associazione in una nota. 

“Nell’ultimo anno le associazioni federate in AIAM hanno dato voce e opportunità professionali ad artisti ed operatori del settore, da mesi abbandonati economicamente, psicologicamente e professionalmente ad un destino di oblio e trascuratezza; hanno ripetuto che la cultura non è un accessorio pericoloso, ma il fondamento della nostra identità personale e nazionale, la base della nostra coesione sociale; hanno denunciato che non si può vivere di solo consumismo, soprattutto durante una grave pandemia. Ma oggi, con tutti i teatri e auditorium chiusi per legge, è giunto il momento di cedere la parola agli spettatori, veri orfani del sollievo, della cura e della forza che la musica, vissuta in sicurezza, può dare ben più di tante merci privilegiate nel pensiero strategico della politica italiana” sottolinea l’Associazione.

Per questo “ogni giorno AIAM darà voce a quel pubblico che non si è mai arreso alla chiusura dei teatri e degli auditorium e che non vede l’ora di tornare ad applaudire i propri beniamini in sicurezza e nel rispetto delle norme”.

Il 116/esimo giorno dunque “ripartiremo da capo, una ‘resistenza musicale’ che chiede un nutrimento laico per le loro anime: cultura, musica, bellezza, speranza in un mondo migliore, intellettualmente più sano, più consapevole, più maturo, più coeso e pronto ad affrontare le sfide, anche culturali, della pandemia.

Come sempre, nel rispetto responsabile delle norme di sicurezza che il governo ci ha dato e ci vorrà dare”.

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