Nel 2023 gli accessi FWA supereranno i 2,5 milioni, nelle pmi arriveranno a 350mila unità. Le imprese chiedono maggiori servizi internet

Condividi

La pandemia ha avuto un profondo impatto sul mercato della connettività a banda larga delle Pmi italiane, rendendo evidenti la sua importanza e il suo valore strategico a cittadini, imprese, operatori e istituzioni. A confermare questa trasformazione è la ricerca “Innovare le Pmi: la formula Fwa”, commissionata da Eolo, operatore  nella fornitura di connettività tramite tecnologia Fwa (Fixed wireless access).

(Photo by Taras Shypka on Unsplash)

Secondo i dati della ricerca, riporta Adnkronos, gli accessi con questa tecnologia ritenuta meno invasiva della fibra, che a fine 2019 si attestavano intorno a 1,3 milioni di unità, supereranno i 2,5 milioni nel 2023. Un incremento che nel segmento delle Pmi, vedrà gli accessi passare da 110.000 a 350.000 unità.

Secondo la ricerca che ha coinvolto 300 Pmi localizzate nei Comuni italiani con meno di 50.000 abitanti, il 70% delle aziende nel nostro Paese chiede la possibilità di incrementare tutti i servizi internet, la capacità della banda (42%), sicurezza e protezione dei dati (25%), la copertura territoriale della rete e la sua estensione in tutte le sedi aziendali (12%).

La ricerca si concentra sulle Pmi da 3 a 99 addetti, oltre 4,7 milioni in Italia, che occupano oltre 12 milioni di persone. Oltre il 60% di queste è localizzato in Comuni con meno di 50.000 abitanti, spesso all’interno di territori geomorfologicamente complessi e di non facile accesso dal punto di vista infrastrutturale.

Sono in particolar modo le imprese che si trovano in questi territori a esprimere chiaramente la necessità di incrementare la capacità e la sicurezza dei servizi di connettività, dovendosi spesso confrontare con la scarsa copertura delle reti cablate presso le loro sedi. In linea con queste necessità, si stima per i prossimi anni un forte incremento nel numero complessivo di accessi Fwa, che rispetto alla fibra hanno il vantaggio di non richiedere infrastrutture invasive.

La priorità per le imprese intervistate risulta poter innovare l’interazione digitale con i clienti, seguita dall’estensione della copertura WiFi in azienda per le realtà più ampie (18%), miglioramento della sicurezza e adeguamento alle normative (18%) e alla modernizzazione infrastrutturale e applicativa (13%).