Libri, nel 2020 +2,4% nella varia e cresce il digitale. Franceschini a Scuola per librai Mauri: Serve un Patto europeo per la lettura

Non capita spesso che l’Italia sia presa a modello in Europa. Ma come ha ricordato questa mattina il presidente dell’Associazione italiana editori, Ricardo Franco Levi, in apertura del Seminario della Scuola per librai Umberto e Elisabetta Mauri è successo per come il nostro mercato del libro è riuscito a reagire alle difficoltà provocate dalla pandemia di Covid 19, chiudendo il 2020 con una crescita del 2,4% dell’editoria varia per 1,54 miliardi di euro a prezzo di copertina. Merito della volontà di un’azione comune da parte di editori, librai, distributori e biblioteche, che hanno risposto con soluzioni innovative ai bisogni del pubblico e, parlando con una sola voce, sono stati inoltre capaci di stimolare e ottenere da governo e isituzioni misure a favore della lettura, prime fra tutte il riconoscimento del libro come bene essenziale che ha permesso di di tenere aperte le librerie durante il lockdown e l’incremento del tax credit per le librerie. 

Ma non è tutto, perché in un messaggio inviato al Seminario il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini ha confermato che – “con la speranza che l’evoluzione del quadro politico non lo interrompa” – l’impegno continuerà. “In occasione dell’ultimo consiglio informale dei ministri della cultura europei ho lanciato ai colleghi la sfida di un Patto Europeo per la lettura, sottolineando la necessità di un forte impegno comune dell’Unione e dei Paesi membri per la promozione della lettura, adottando strumenti di sostegno e tutela del settore delle librerie indipendenti attraverso misure economiche, di agevolazione fiscale, di sostegno e formazione alla professione dell’editoria”, ha detto, confermando poi che sta proseguendo il dialogo per “elaborare una legge organica e di sistema che, come per i provvedimenti approvati nella scorsa legislatura per il cinema e lo spettacolo dal vivo, sostenga in maniera stabile e permanente l’intera filiera dell’editoria”.

In collegamento online con 1.200 persone da diversi Paesi del mondo, il Seminario ha fatto il punto in due tavole rotonde su due scenari internazionali: ‘La libreria come bene essenziale: scenari e prospettive per il futuro’ e ‘Solido come una roccia. Il libro nella pandemia’ (si potranno riascoltare sul sito scuolalibraiuem.it).

Molto in sintesi, la conclusione che se ne può trarre è che la pandemia ha stimolato a individuare, o incrementare, soluzioni innovative di vendita e di relazione con i lettori sulla spinta di una notevole crescita degli acquisti digitali che si è verificata in tutti i Paesi. In Italia sono passati dal 27% del 2019 al 43% contribuendo così a far chiudere l’anno con un segno positivo. In particolare gli ebook sono cresciuti del 37% a 97 milioni e gli audiolibri del 94% a 17,5 milioni, portando la quota dell’ascolto e della lettura digitale al 7,4% delle vendite del comparto della varia.

È un nuovo panorama in cui – hanno concordato i partecipanti alle tavole rotonde del Seminario – nulla di quanto è stato sperimentato con successo dovrà andare sprecato nell’arricchimento con nuovi strumenti digitali del rapporto con i lettori e nell’innovazione delle librerie e degli strumenti di vendita. Con un unico neo, ricordato dal presidente dell’Associazione librai italiani, Paolo Ambrosini: “C’è un operatore, Amazon, che gode di un trattamento fiscale di cui nessun’altro gode. E la questione va affrontata”.

Achille Mauri, presidente della Scuola per Librai Umberto e Elisabetta Mauri

A chiudere il Seminario con una proposta forte è stato Achille Mauri, presidente della Fondazione Umberto ed Elisabetta Mauri e delle Messaggerie Italiane. “È una proposta che forse irriterà moltissimi di voi, ma da distributore-libraio la faccio: il vero tesoro del nostro settore esiste e si chiama reso. Dobbiamo arrivare a un 15% di reso, perché siamo il paese con il reso più alto di tutti. Questa non è una cosa buona. Manipolare resi non è redittizio e se ne avvantaggerebbe i librai e il distributore ma anche l’editore. Il mio invito è quello di avere come traguardo una progressiva riduzione dei resi. Un compito non facile”.

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