E se Google lasciasse l’Australia per non pagare i media per ospitare le loro news? Microsoft sarebbe “pronto a colmare il vuoto”

Il colosso Usa di software Microsoft ha offerto il suo sostegno ai piani dell’Australia per obbligare le grandi piattaforme a pagare i media tradizionali australiani quando ospitano i loro contenuti. E ha offerto di colmare il vuoto con il suo motore di ricerca Bing, se Google e Facebook realizzano la minaccia di ridurre i loro servizi.

Il presidente di Microsoft Brad Smith ha indicato in un comunicato la disponibilità a potenziare gli investimenti in Australia per trasformare Bing in un servizio adatto allo scopo le imprese anche minori, accogliendo la loro pubblicità. “È un buon principio ed è ragionevole”, aggiunge Smith, precisando di avere discusso la proposta con il primo ministro Scott Morrison la settimana scorsa. “Non dobbiamo sottovalutare il valore che il giornalismo e le compagnie dei media contribuiscono” a dare, e se vi è un’opportunità di trasferire parte di questo valore ai media”, ha aggiunto.

Il presidente di Microsoft Brad Smith (Foto Ansa – EPA/MARIO CRUZ)

Come riporta Ansa, le norme ora all’esame di una commissione del Senato prima di un voto in parlamento, entrerebbero in vigore entro l’anno e riguardano sia il news feed di Facebook, sia le ricerche di Google. Il codice obbligatorio di condotta, formulato dall’ente di vigilanza Australian Competition and Consumer Commission (Accc), prevede trattative tra Facebook e Google e le compagnie australiane dei media per concordare il pagamento stesso, con penali fino a 10 milioni di dollari se non rispetteranno gli accordi. Facebook e Google hanno respinto con forza la necessità di un codice di condotta, minacciando di rivalersi con una messa al bando di news australiane sulle loro piattaforme.

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