Il libro di Prima – Cesare Protettì e Stefano Polli parlano di ‘È l’agenzia, bellezza’

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La parola agli autori. Ogni volta un libro, scelto da ‘Prima’ viene qui raccontato da chi lo ha scritto.

Cesare Protettì, giornalista professionista che ha lavorato 20 anni all’Ansa e 10 ad Apcom e che ha insegnato Editoria multimediale alla Luiss e alla Lumsa e Stefano Polli, vicedirettore dell’Ansa, pubblicano – nella collana Journalism & Communication tools di Istimedia – ‘È l’agenzia, bellezza!’ (pagg. 414, euro 20). Il volume, che Giulio Anselmi nella prefazione definisce “una sorta di enciclopedia della materia” è alla seconda edizione (la prima risale al 2007) ed è un quadro del panorama delle agenzie mondiali e della loro storia dal 1835 ad oggi, con un capitolo dedicato alla situazione italiana e un altro al racconto per immagini.

Cesare Protettì

“Rispetto all’edizione del 2007, c’è una parte nuova, curata da Vanessa Quinto, dedicata al giornalismo per immagini, alla protezione del diritto d’autore e agli archivi fotografici: l’Ansa e l’archivio Riccardi ce ne hanno fornito un florilegio che arricchisce il testo. C’è anche il racconto di scoop fotografici, come quelli degli attentati all’aeroporto di Fiumicino o del fulmine sulla cupola di San Pietro la sera della rinuncia al pontificato di papa Ratzinger.
“Il libro – dedicato a Sergio Lepri, un giovane centenario maestro di giornalismo, e ai giornalisti di ieri, di oggi e di domani, sempre affannati, ma convinti che non esista mestiere migliore – si cala anche nella quotidianità del giornalista d’agenzia, ‘scalpellino della notizia’ (secondo l’agenzia SIR), o ‘tarantolato dell’informazione’, come disse Giulio Giustiniani, spiegando perché al Corriere della Sera, insieme a Paolo Mieli, scelsero Francesco Verderami, un giornalista d’agenzia, come cronista politico.
“Sono tanti i colleghi partiti dalle agenzie per approdare a ruoli importanti nei grandi quotidiani: il ricco indice dei nomi che correda il libro ne contiene parecchi. E ci sono i nomi dei colleghi autori di scoop mondiali che ci hanno fornito le loro testimonianze, come Riccardo Ehrman, per la caduta del muro di Berlino, o Giovanna Chirri per le ‘dimissioni’ di papa Ratzinger. C’è anche Indro Montanelli che ha esordito come giornalista d’agenzia all’UP alla metà degli anni ’30.

Stefano Polli

“Sono passati 14 anni dalla prima edizione, un’era geologica: sono entrati in campo nuovi protagonisti e c’è stata l’esplosione dei social. I social non possono sostituire il buon giornalismo, ma possono essere uno strumento a disposizione del buon giornalismo. Quanto alla pandemia, da questa fase terrificante le agenzie di stampa escono paradossalmente rafforzate e rivitalizzate”.